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Caso Iss-FaciliTi, condannati due manager
Caso Iss-FaciliTi, condannati due manager
Caso Iss-FaciliTi, condannati due manager
Redazione
8 anni fa
Confermata la concorrenza sleale per un appalto milionario di BancaStato. Pena pecuniaria sospesa per gli imputati

Si è conclusa ieri in Pretura penale di Bellinzona la vicenda Iss-FaciliTi relativa a un appalto milionario per i servizi logistici di BancaStato. Come riferiscono i quotidiani odierni, la giudice Orsetta Bernasconi Matti ha confermato per due manager luganesi (l'ex direttore e l'impiegato-capo area della FaciliTi) il reato di concorrenza sleale per aver sottratto e sfruttato particolari strumenti informatici di calcolo della ISS, azienda specializzata in gestione e amministrazione di immobili e servizi. 

Come si ricorderà, i due imputati erano stati alle dipendenze della ISS per diversi anni. Nel 2013 avevano deciso di mettersi in proprio, dando le dimissioni e creando la FaciliTi. Come primo passo avevano avviato le trattative con BancaStato, principale cliente del precendete datore di lavoro, per proporre un contratto quadro per offrire le medesime prestazioni. 

Secondo l'accusa, patrocinata dalla procuratrice Fiorenza Bergomi, gli imputati avevano sfruttato, senza essere autorizzati, strumenti di calcolo utilizzati per stabilire i prezzi delle offerte alla clientela di proprietà esclusiva del vecchio datore di lavoro. Ciò che avrebbe permesso di presentare un'offerta migliore del concorrente e vincere l'appalto dell'istituto di credito. Quest'ultimo aveva poi annullato il contratto con l'avvio dell'inchiesta penale. 

I diretti interessati, patrocinati dagli avvocatsi Goran Mazzucchelli e Massimiliano Parli, hanno sempre negato le accuse "inconsistenti", sostenendo che l'offerta presentata alla banca era stata elaborata con un metodo completamente diverso e in base alla documentazione fornita dalla stessa banca. Si erano dunque opposti ai decreti di accusa. 

La Corte ha infine condiviso le conclusioni della procuratrice Bergomi, condannando il collaboratore a 30 aliquote di 260 franchi l'una e una multa di 1500 franchi e il direttore a 60 aliquote da 200 franchi l'una e 2400 di multa, pene entrambe sospese con la condizionale per un periodo di prova di due anni. I due cinquantenni sono invece stati prosciolti dall'accusa di violazione del segreto di fabbrica o commerciale in quanto assorbito dal reato di concorrenza sleale. 

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