
La decisione della Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) sul cosiddetto «Caso Hospita» di avvalersi di alcuni esperti esterni accende il dibattito politico. Il Movimento per il socialismo (MPS), tramite un’interpellanza del deputato Matteo Pronzini (cofirmata anche da Giuseppe Sergi), solleva dubbi sull’opportunità di una delle nomine e invita a riconsiderare la scelta. Secondo l’MPS, dato che i lavori sono ancora agli inizi, «è possibile intervenire per correzioni». La CPI ha informato i deputati nella giornata di martedì 3 marzo di aver deciso di affidarsi a tre periti per accompagnare il lavoro della commissione. Tra questi figura Piffaretti Lanz, già procuratrice pubblica indicata in quota Lega.
«Piffaretti Lanz è stata eletta nel 2023 in quota Lega»
Nell’interpellanza si ricorda che «Piffaretti Lanz è stata eletta nel 2023, sempre in quota Lega», nella Commissione di esperti per l’elezione dei magistrati, l’organo incaricato di esaminare e preavvisare le candidature per la magistratura. Inoltre è stata nominata dal Consiglio di Stato nel Consiglio dell’Autorità di vigilanza sull’esercizio delle professioni di fiduciario, dove ricopre la carica di vicepresidente. Per l’MPS, il percorso professionale e istituzionale della giurista sarebbe quindi «strettamente legato alla quota di rappresentanza della Lega dei Ticinesi». Un elemento che, secondo Pronzini e Sergi, solleva interrogativi sull’opportunità della sua designazione quale perita, vista «la natura e la delicatezza del mandato affidato alla CPI».
Chi è coinvolto
Il compito della commissione d’inchiesta è infatti particolarmente sensibile. Come ricordato nel rapporto di maggioranza, tra gli obiettivi vi è quello di «stabilire portata e contenuto delle dichiarazioni rese dal Consigliere di Stato Norman Gobbi al Procuratore generale», in particolare riguardo alla presunta «combine» tra parlamentari per influenzare elezioni e nomine pubbliche. La CPI dovrà inoltre chiarire eventuali favoritismi che avrebbero inciso sulle nomine nel Consiglio di amministrazione dell’Ente ospedaliero cantonale e al Ministero pubblico, accertando possibili responsabilità politiche o operative. Al centro della presunta “combine”, secondo quanto emerso nel dibattito pubblico, vi sarebbero Claudio Camponovo, Sabrina Aldi, Eolo Alberti e Alvaro Camponovo, figlio di Claudio Camponovo.
Nomina di Alvaro Camponovo
Secondo le ricostruzioni circolate negli scorsi mesi, la nomina di Alvaro Camponovo a procuratore pubblico non sarebbe avvenuta esclusivamente su basi meritocratiche, ma nell’ambito di presunti scambi politici: un posto di procuratore pubblico in cambio di una nomina nel Consiglio di amministrazione dell’Ente ospedaliero cantonale e di un incarico quale direttrice amministrativa di Hospita. In questo contesto avrebbe avuto un ruolo anche la Commissione di esperti per l’elezione dei magistrati, che aveva ritenuto “idoneo” il candidato. Commissione della quale fa parte, in quota Lega, la stessa Piffaretti Lanz.
L'interpellanza
Alla luce di questi elementi, l’MPS sostiene che la designazione della perita sollevi «evidenti questioni di opportunità e di possibile conflitto di interessi», con il rischio di compromettere la percezione di imparzialità dei lavori della CPI. Vengono quindi poste al Consiglio di Stato le seguenti domande:
1. Non ritiene che la presenza della signora Piffaretti Lanz quale perita della CPI sia incompatibile con la sua funzione di vicepresidente del Consiglio dell’Autorità di vigilanza sull’esercizio delle professioni di fiduciario, nonché con il suo ruolo nella Commissione di esperti per l’elezione dei Magistrati?
2. Pur nel rispetto del principio della separazione dei poteri, il Consiglio di Stato non ritiene opportuno intervenire affinché tale situazione venga riesaminata e, se del caso, si proceda alla sostituzione della perita al fine di garantire la piena credibilità e imparzialità dei lavori della CPI?

