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Ticino
Caso Hospita-Lega, l'MpS chiede la sostituzione di un membro della CPI
© CdT/Chiara Zocchetti
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Red. Online
3 ore fa
Il deputato Andrea Giudici, eletto (in quota UDC) quale membro della Commissione parlamentare d'inchiesta «ha avuto in passato legami professionali diretti con il principale protagonista della vicenda, il signor Eolo Alberti» – Lettera al presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann

Il 26 gennaio il Gran Consiglio ha dato luce verde alla quarta Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) della storia del Canton sul cosiddetto «caso Hospita-Lega». Ma il dibattito politico non si è placato. All'inizio di marzo il Movimento per il socialismo (MpS) aveva sollevato dubbi sulla scelta dei periti. E, oggi, Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini tornano alla carica chiedendo la sostituzione di un membro della CPI.

Qual è il problema

I deputati dell'MpS, in una lettera indirizzata al presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann – considerato che la scelta dei membri della CPI è di competenza del Parlamento –, spiegano che «uno dei membri della Commissione ha avuto in passato legami professionali diretti con il principale protagonista della vicenda Hospita, il signor Eolo Alberti. Si tratta del deputato Andrea Giudici, eletto in quota UDC quale membro della CPI». 

Sergi e Pronzini fanno riferimento a un articolo apparso sul Giornale del Popolo il 24 gennaio 2004: «Nel procedimento penale che ha coinvolto il sig. Alberti nella vicenda dei cosiddetti “falsi medici” di Cimo, la difesa fu assunta dallo studio dell’avvocato Luciano Giudici, padre del deputato. Dalle informazioni raccolte, il deputato Andrea Giudici risultava già attivo quale avvocato nello studio paterno e avrebbe partecipato direttamente ad attività connesse a tale procedimento. La vicenda è importante e assume particolare gravità per il potenziale condizionamento — anche solo sotto il profilo dell’apparenza — che una simile pregressa relazione professionale può determinare nell’ambito di un’inchiesta parlamentare. In un contesto così delicato, non è sufficiente che l’imparzialità sia effettivamente garantita: è altrettanto imprescindibile che essa appaia tale in modo inequivocabile agli occhi dell’opinione pubblica». Per questo motivo, agli occhi dell'MpS, «sussiste non solo un problema di opportunità politica, ma una questione sostanziale di tutela dell’integrità istituzionale del Parlamento»: «La presenza, all’interno della CPI, di un membro che ha avuto un coinvolgimento in un procedimento riguardante la figura centrale dell’inchiesta rischia di compromettere la credibilità stessa dei lavori della Commissione e di alimentare dubbi circa la piena indipendenza del suo operato».

Da qui la richiesta a voler inserire all’ordine del giorno della prossima seduta del Gran Consiglio la richiesta di sostituire Andrea Giudici all'interno della CPI, «affinché il Parlamento possa esprimersi in merito».

La nomina dei periti

In merito alla segnalazione di inizio marzo relativa alla nomina dei periti, Schnellmann ha già risposto ai deputati dell'MpS: «La scelta dei periti rientra nella sfera di competenza della CPI e nella sua autonomia investigativa. L’Ufficio presidenziale non dispone di una competenza che gli consenta di intervenire sulle decisioni assunte dalla CPI», ma l'Ufficio presidenziale ha trasmesso la segnalazione alla Commissione «affinché ne prenda conoscenza e valuti autonomamente le eventuali conseguenze nell’ambito delle proprie competenze».