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Bioggio
Caso Hospita, Eolo Alberti presenta due querele contro ignoti
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
un anno fa
La difesa contesta la ricostruzione della Procura e presenta istanze probatorie per reati contro l'onore e presunta sottrazione di documenti.

Nuovo capitolo nell’inchiesta Hospita Suisse: il già sindaco di Bioggio ed ex granconsigliere leghista Eolo Alberti ha presentato due querele contro ignoti. Lo ha fatto tramite il suo legale Pierluigi Pasi. Lo rende noto laRegione, precisando che la prima, ora in mano alla procuratrice pubblica Chiara Borelli, riguarda la presunta sottrazione di documenti rilevanti per l’indagine. La seconda, affidata al sostituto procuratore generale Moreno Capella, concerne reati contro l’onore, come diffamazione o calunnia. Le due denunce nascono da una diversa lettura dei fatti rispetto a quella sostenuta dalla Procura, che indaga Alberti e altre quattro persone (l'ex contabile diventato direttore amministrativo, l’azionista di maggioranza nel frattempo deceduto, e altre due figure legate alla gestione della società) per amministrazione infedele, appropriazione indebita e altri reati. Secondo gli inquirenti, alcuni dirigenti avrebbero agito senza coinvolgere tutti gli azionisti, spostando fondi per finanziare operazioni opache. Al centro del caso, un progetto immobiliare in costruzione a Bioggio, dove dovrebbe sorgere anche una sede Migros e una camera iperbarica collegata alla società coinvolta, la Hospita Suisse Anesthesia Care SA. La difesa contesta che solo alcuni dirigenti — tra cui Alberti — abbiano promosso l’operazione, e accusa l’organo inquirente di aver omesso documenti chiave, come un contratto di lavoro più recente che giustificherebbe le somme ricevute da Alberti. Quel documento sarebbe “riemerso” solo mesi dopo, spingendo la difesa a sospettare una sottrazione volontaria. Sotto accusa anche il silenzio sull’identità di chi ha sporto la prima denuncia, da cui partì l’inchiesta. Si è ipotizzato che fosse Sabrina Aldi, ex dirigente della società, che però ha smentito con fermezza. Aldi ha anche recentemente lasciato la Commissione sanità del Gran Consiglio, ma ha dichiarato che si è trattato di una scelta personale e non di un’estromissione politica. L’inchiesta, secondo fonti informali, sarebbe in ogni caso nelle fasi conclusive.