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Disagio giovanile
Caso Farera e fughe di minorenni da Stabio, preoccupa la presa a carico dei giovani
Red. Online
6 ore fa
Il presidente della Commissione sanità e sicurezza sociale Danilo Forini solleva interrogativi sul sistema cantonale – Al centro del confronto la mancanza di strutture e il rischio di «sovra-psichiatrizzazione»

Accanto al caso del minorenne accusato di coinvolgimento in un grave episodio penale e attualmente trattenuto al carcere della Farera per mancanza di strutture idonee, si moltiplicano le segnalazioni di fughe di minori dall’Unità di cura pedopsichiatrica dell’OSC recentemente inaugurata a Stabio. Una serie di episodi che spinge il presidente della Commissione sanità e sicurezza sociale, Danilo Forini, a sollevare interrogativi più ampi sulla politica cantonale di accompagnamento del disagio giovanile. «Al di là delle specifiche situazioni, la cui analisi non compete al Gran Consiglio, suscitano interrogativi le ponderate e pertinenti affermazioni riportate da tio.ch del direttore della CPC, secondo cui spesso questa unità finisce per ospitare ragazze e ragazzi su richiesta delle Autorità regionali di protezione (ARP), anche in assenza di una vera e propria patologia psichiatrica in stato acuto», sottolinea Forini in una nota inviata in redazione.

La richiesta di chiarimenti al Governo

Secondo Forini, l’annosa lacuna di strutture idonee ad accogliere minorenni che necessitano di misure intensive di protezione o di contenimento non può essere risolta attraverso il ricorso sistematico all’unità pedopsichiatrica. In questo contesto, nella prossima seduta del 28 giugno, il presidente della Commissione intende proporre l’apertura di un approfondimento in sede parlamentare, con eventuale richiesta di chiarimenti al Consiglio di Stato. Tra i temi figura anche lo stato di avanzamento del Centro educativo chiuso per minorenni «La Clessidra» di Arbedo, ritenuto tuttavia non risolutivo per l’intero spettro delle situazioni.

Preoccupa il fenomeno di «sovra-psichiatrizzazione»

A titolo personale, Forini esprime preoccupazione per un possibile fenomeno di «sovra-psichiatrizzazione» del disagio giovanile. «La medicalizzazione del disagio giovanile e la presa a carico psichiatrica non può essere l’unica risposta percorribile a causa di mancanza di alternative. Occorre investire maggiormente nella prevenzione e nell'accompagnamento educativo. Settori dove purtroppo da anni i professionisti attivi sul campo (Presidenti ARP, operatori sociali, Magistrato dei minorenni, …) denunciano mancanze di risorse ormai strutturali».