
Carcere a vita per Hans Peter Maier. Il 53enne tedesco è stato condannato all'ergastolo per aver assassinato con venti coltellate Matteo Diebold. Il verdetto è stato pronunciato nel tardo pomeriggio dalla corte d'appello presieduta dalla giudice Giovanna Roggero Will. Confermata dunque la sentenza di primo grado.
Matteo Diebold, bancario 40enne, venne ucciso nel suo appartamento di via Sorengo a Lugano l'11 novembre 2010. Il suo assassino si accanì su di lui con una serie impressionante di coltellate all'addome. Il giorno dopo la polizia ammanettò Hans Peter Maier, 52enne tedesco residente a Villa Luganese, che più tardi in carcere avrebbe confessato il delitto. Nel 2012 il caso approdò in tribunale. La corte delle Assise criminali sentenziò per Maier il carcere a vita. Per la giuria era chiara la premeditazione con cui aveva agito l'imputato. Questioni finanziarie, secondo il procuratore Moreno Capella, il movente dell'assassinio. Quei 200mila franchi che Diebold aveva affidato a Maier per investimenti ma che lui non gli ha più restituito. La difesa si batté affinché venisse riconosciuto l'omicidio passionale. Ed è con questa motivazione che Maier decise di ricorrere e giungere al processo in appello svoltosi in questi giorni.
Il giudice Giovanna Roggero Will ha confermato quest'oggi l'ergastolo e la testi del movente economico, ma ha rigettato l'ipotesi di un rapporto affettivo tra la vittima e l'imputato.
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