
Avanzati fino a oggi su binari paralleli, gli approfondimenti con relative audizioni della Gestione e della Giustizia sulla riunione per il 14enne alla Farera sono stati per la prima volta discussi nel loro insieme allo stesso tavolo. Oltre due ore di riunione che, stamattina alle Orsoline, hanno fatto emergere discrepanze su quanto raccolto complessivamente dalla prima, con le audizioni di Claudio Zali, la responsabile della Giustizia Frida Andreotti, il direttore delle carceri Stefano Laffranchini e Teresa Salomone del Servizio di medicina penitenziaria; e dalla seconda che ha invece sentito la magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa. Di qui la volontà di proseguire gli accertamenti insieme. «Abbiamo effettivamente notato delle incongruenze e delle questioni che riteniamo vadano approfondite», spiega al termine il presidente della Gestione Fiorenzo Dadò, aggiungendo: «È anche emersa in maniera chiara la necessità di sentire altre persone e magari anche delle persone che sono già state sentite».
Dalle audizioni discrepanze da approfondire
Bocche cucite su nomi e aspetti puntuali. Il sottinteso è però che le discrepanze riguardino proprio il contenuto delle audizioni: come e con che pretesto è stata organizzata la riunione relativa al 14enne figlio di una conoscente di Zali; e cosa è stato detto durante quell’incontro sul caso specifico e sulla detenzione dei minorenni in generale, da parte di tutti i presenti. «Parliamo di punti nelle testimonianze che secondo noi vanno chiariti e maggiormente approfonditi», specifica la presidente della Giustizia Cristina Maderni. Quanto a un potenziale problema sulla separazione dei poteri, afferma: «Stiamo analizzando questo punto e quando saremo sicuri faremo un rapporto congiunto».
Un rapporto unico con eventuali correttivi
Un lavoro che proseguirà indipendentemente dalle dimissioni di Claudio Zali, annunciate nel frattempo. Scopo delle due sottocommissioni una volta chiarite le questioni in sospeso, è proprio quello di delineare eventuali correttivi, a tutela dei funzionari e dell’esercizio del proprio potere. «Noi dobbiamo valutare la questione da un punto di vista amministrativo delineando, ad esempio, fin dove un funzionario può spingersi o anche rifiutarsi di svolgere un compito. Sono tutte valutazioni che stiamo facendo e cercheremo di dare delle risposte», conclude. Aggiunge ancora Maderni: «Il lavoro di vigilanza è di analizzare quanto accaduto in un senso generale oltre al caso specifico, proprio per apportare, se necessario, dei correttivi o dei suggerimenti sull’attività amministrativa, rispettivamente, se necessario, delle modifiche di legge». Un lavoro che sarà svolto separatamente dall’inchiesta penale aperta dalla Procura e che vede Claudio Zali indagato per abuso di autorità e tentata coazione.

