
Nuovi dettagli sul cosiddetto "caso Corti": prima di lasciare il Ministero pubblico, contro il quale ha lanciato pesanti accuse, il procuratore pubblico avrebbe cercato una contropartita in cambio delle dimissioni, a cui era stato invitato. Lo sostiene la RSI, che spiega che nell’aprile scorso Nicola Corti incontrò il consigliere di Stato ticinese Norman Gobbi, con il quale avrebbe sondato sia l’ipotesi di una buonuscita, sia la possibilità di un altro impiego al Dipartimento istituzioni.
Il condizionale è però d'obbligo, dato che lo stesso Corti, interpellato sulla questione, ha smentito seccamente: "Domandai di vedere Gobbi, ma solo per sapere se era a conoscenza dei problemi tra me e una frangia della polizia. Lui mi rispose di no. È chiaro però che se invece avesse ritenuto istituzionalmente preferibile una mia partenza, solo un indennizzo avrebbe evitato ulteriori maldicenze”.
Per quel che concerne il lavoro, Corti ha risposto: "Fu Gobbi a domandarmi, a mo’ di battuta, se non mi sarebbe interessato il posto di giudice dei provvedimenti coercitivi, lasciato libero da Edy Meli”.
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