Ticino
Caso Camignolo, la Federazione dei funzionari di polizia difende l'operato degli agenti
Redazione
02.11.2026 13:39

La Federazione svizzera dei funzionari di polizia critica le considerazioni sulle alternative d'intervento e avverte: «Il rischio è che gli agenti esitino prima di intervenire»
La reazione. La Federazione svizzera dei funzionari di polizia (FSFP), sezione di Lugano, esprime preoccupazione per i recenti sviluppi giudiziari sull'intervento del 13 ottobre 2025 a Camignolo, durante la presenza del consigliere federale Ignazio Cassis, e manifesta solidarietà ai due colleghi coinvolti. Pur ribadendo il rispetto per l'indipendenza della magistratura e la presunzione d'innocenza, la Federazione contesta le considerazioni del procuratore generale Andrea Pagani sulle modalità alternative con cui gli agenti avrebbero potuto condurre l'intervento.
Il punto di vista critico. «Tra l'individuazione di una possibile alternativa d'intervento e la sua concreta praticabilità esiste una distinzione fondamentale, che coinvolge competenze professionali, procedure operative ed esigenze di sicurezza che non possono essere trascurate», sottolinea la Federazione.
L'impatto. La FSFP deplora chi strumentalizza procedimenti non ancora conclusi a fini politici, delegittimando l'operato della polizia, e chiede di attendere la conclusione della giustizia. Il pericolo maggiore, secondo la federazione, è che di fronte a situazioni critiche gli agenti inizino a esitare, con un messaggio che rischia di toccare l'intera categoria. La FSFP non rivendica una polizia sottratta al controllo, ma chiede che «le specificità e le difficoltà della professione siano adeguatamente considerate sia nel dibattito pubblico sia nelle valutazioni sull'operato degli agenti».

