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Caso Burgarella: "Un danno d'immagine per Lugano"
Caso Burgarella: "Un danno d'immagine per Lugano"
Caso Burgarella: "Un danno d'immagine per Lugano"
Redazione
10 anni fa
I consiglieri comunali Sanvido e Bernasconi inoltrano una mozione affinché non si ripetano "mai più casi simili"

Tramite una mozione inoltrata all'Ufficio presidenziale del Consiglio comunale di Lugano, i consiglieri comunali leghisti Andrea Sanvido e Lukas Bernasconi chiedono che vengano apportate delle modifiche nel regolamento organico dei dipendenti affinché sia garantita la preferenza indigena nell'assunzione di personale della città, ossia per cittadini svizzeri o domiciliati con permesso C.

La proposta scatta all'indomani della decisione del Municipio di Lugano di non ricorrere contro la decisione del Governo sul caso Burgarella, la 36enne italiana assunta quale responsabile eventi del LAC, poi licenziata dopo aver accertato che "non disponeva dei requisiti richiesti".

Claudia Burgarella, fanno notare Sanvido e Bernasconi, "è comunque rimasta al suo posto per un anno, grazie all'effetto sospensivo concesso dal Governo al suo ricorso. Per un anno ha quindi lavorato in una posizione per la quale il Municipio aveva verificato l'insufficienza dei requisiti ed è stata retribuita con un salario di una certa importanza".

Dalla vicenda la città non ne esce con una bella figura, sottolineano ancora i due consiglieri comunali, secondo cui bisogna portare degli accorgimenti affinché "non si ripetano più casi simili in futuro".

I due consiglieri comunali portano quindi l'esempio di Ginevra, regione che, come il Ticino, è toccata da una forte prenza di lavoratori. La città di Calvino ha infatti deciso di inserire delle normative a favore della manodeopera indigena: "Tutti gli enti sussidiati" spiegano Sanvido e Bernasconi, "sono invitati ad applicare il principio della preferenza cantonale in materia di assunzione di personale: a competenze equivalenti dovrà essere privilegiata la candidatura di disoccupati indigeni. La direttiva chiede agli enti sussidiati di annunciare i posti di lavoro vacanti all'Ufficio cantonale dell'impiego. Qualora il candidato "locale" proposto da quest'ultimo non dovesse essere assunto, l'ente dovrà comunicarne le ragioni".

"La misura introdotta a Ginevra" proseguono Sanvido e Bernasconi, "ha avuto l'effetto di triplicare le assunzioni di personale iscritto all'ufficio di collocamento. Quello che desideriamo attraverso questa mozione è favorire l'assunzione di personale "indigeno" nell'Amministrazione comunale, negli enti sussidiati ed estenderlo a tutte le società partecipate del Comune".

Bernasconi e Sanvido chiedono quindi che il Municipio emani una direttiva simile a quella fatta dal Canton Ginevra affinché nella ricerca di personale in un ente/associazione sussidiata dal comune, nelle società partecipate dal Comune o fondazioni venga innanzitutto fatta una ricerca tramite l'ufficio di collocamento. E che il Municipio inserisca nel regolamento organico dei dipendenti un articolo affinché sia garantita una preferenza per i propri impieghi a personale di cittadinanza svizzera o domiciliati con permesso C.

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