
Quattro persone - un manager di BSI Italia e tre complici - sono stati arrestate tra Milano e Lugano. Sono sospettati di aver sottratto oltre 23 milioni di euro (34 milioni di franchi) alla gestione patrimoniale della BSI Italia. L'istituto si è accorto dei presunti illeciti durante i controlli interni e ha sporto denuncia. "La Banca della Svizzera italiana di Lugano non è coinvolta", ha dichiarato oggi un portavoce dell'istituto: "I soldi sono stati sottratti a BSI Italia, un istituto a sé stante che appartiene al gruppo Generali, e le tre persone arrestate lavorano per tale banca", ha precisato. I quattro sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al furto aggravato dalla fraudolenza. Il manager, che si occupava della gestione dei grandi patrimoni, avrebbe simulato di aver ricevuto dai clienti della banca d'affari disposizioni di autorizzazione per bonifici o prelievi in contanti. I due complici, arrestati in Svizzera, si sarebbero occupati dell'organizzazione delle strutture societarie per "reinvestire" il denaro rubato. I soldi, secondo gli investigatori italiani, sarebbero stati versati in conti di altre persone e società in Italia e all'estero, attraverso transazioni immobiliari per giustificare i passaggi di denaro. Con la collaborazione delle autorità elvetiche, sono stati ricostruiti i flussi finanziari e sono stati sottoposti a sequestro, in Italia e in Svizzera, somme e titoli per un valore di oltre 12 milioni di euro. La conferma del Ministero pubblicoIn serata il Ministero Pubblico ticinese ha confermato la notizia, che è apparsa stamane sul Corriere del Ticino, precisando che due giorni fa "avevano proceduto all'arresto di tre cittadini italiani, residenti a Lugano e titolari di una società con sede presso una fiduciaria cittadina, in quanto gravemente indiziati di correità in truffa con un funzionario della banca BSI Italia". "Due dei tre cittadini arrestati - si legge ancora nella nota stampa del Ministero pubblico - avevano ricevuto ingenti accrediti bancari relativi a fondi che il funzionario bancario correo aveva distratto dai conti di un cliente della banca citata. La terza persona tratta in arresto risulta pure coinvolta con grado di partecipazione che le indagini dovranno chiarire". "La successiva inchiesta, condotta dalla Procuratrice Manuela Minotti Perucchi in collaborazione con le autorità inquirenti italiane - continua la nota del Ministero - ha permesso a queste ultime di procedere nel corso della giornata di ieri all'arresto in Italia del funzionario di banca disonesto"."L'inchiesta, avviata al momento degll'arresto dei tre cittadini italiani a Lugano, - si legge infine nella nota del Ministero - ha permesso di ricostruire i flussi di una buona parte degli importi sottratti, superiori ai 23 milioni di euro. Di questi 19 milioni sono stati accreditati su conti svizzeri ed hanno potuto in una buona parte essere posti sotto sequestro. Le indagini sono tutt'ora in corso e sono finalizzate a determinare le singole responsabilità delle persone in arresto, all'identificazione di altri eventuali correi o complici, nonché alla ricerca degli importi sfuggiti ai sequestri prima dell'apertura dell'inchiesta".
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