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Ticino
Caso Argo1: quattro interrogativi ancora insoluti
Caso Argo1: quattro interrogativi ancora insoluti
Caso Argo1: quattro interrogativi ancora insoluti
Redazione
8 anni fa
Dallo scandalo che ha scosso la politica cantonale con ripercussioni giudiziarie emergono ancora lati oscuri

Dopo il decreto d’abbandono riguardo il sospetto di corruzione nello scandalo Argo 1, che il Procuratore generale Andrea Pagani si appresta a notificare nei confronti di Claudio Blotti, Renato Scheurer, Marco Sansonetti e Davide Grillo, nelle pagine del suo numero odierno il Caffè ripercorre i fatti della vicenda partendo da un’intervista allo stesso Sansonetti, ex responsabile operativo della stessa agenzia di sicurezza di Cadenazzo. Sansonetti si è detto e si dice tuttora vittima di un complotto "nel tentativo di togliere la Argo 1 dal mercato".

Unitamente a Davide Grillo, amministratore unico di Argo1, Sansonetti è entrato nel mercato della agenzie di sicurezza a prezzi stracciati (35 franchi all’ora), mentre è risaputo che per lo stesso servizio, al Centro di Camorino si pagavano 48 franchi.Una vicenda, quella di Argo1, sulla quale hanno indagato dapprima e in questo ordine: la Sottocommissione vigilanza del Gran Consiglio, il controllo cantonale delle finanze e l’ex procuratore pubblico, Marco Bertoli.

Successivamente, la palla è passata all’ex procuratore generale John Noseda ed al suo successore Andrea Pagani, alla procuratrice pubblica Fiorenza Bergomi ed infine, alla sua collega Margherita Lanzillo. Un’autentica potenza investigativa, che ha comunque lasciato aperto alcuni interrogativi.

Innanzitutto, l’ex responsabile organizzativo della Argo1 si chiede come ai il 34enne turco svizzero U.Y., ex agente di sicurezza della stessa Argo1, condannato nell’estate del 2017 a due anni e mezzo di carcere perché vicino all’estremismo jihadista, sia stato autorizzato dalla Polizia cantonale a svolgere questa "attività così delicata".

E poi c’è l’interrogativo sollevato da Mario Morini, ex agente di Argo1 e testimone principale nell’inchiesta penale, che alla magistratura ha rivelato le irregolarità di pagamento di Argo1, ma pure di altre società di sicurezza. Irregolarità sulle quali, si chiede il Caffè, se si è indagato e se si sta attualmente indagando.

Il terzo grande punto di domanda riguarda le tariffe adottate da altre due importanti agenzie di sicurezza per la gestione del traffico. Delle tariffe fissate a 34.20 rispettivamente 34.50 franchi l’ora, sulle quali "nessuno ha indagato, presentato interrogazioni o lanciato accuse", aggiunge Sansonetti.

E poi, dulcis in fundo, il fatto che il direttore del Dipartimento Istituzioni (DI) Norman Gobbi abbia trascorso (pagandosi comunque tutte le spese!) per quattro volte le vacanze in compagnia del il direttore di Securitas. "Nulla di illecito, ovviamente", sottolinea Sansonetti, anche se come da lui dichiarato la primavera scorsa dalla Commissione, nell’articolo del Caffè ci si chiede "se è giustificabile che un ministro vada in vacanza con il titolare della più grande società di sicurezza che ha ricevuto e riceve dal Cantone importanti mandati".

Maggiori particolari nell’articolo odierno del Caffé

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