
Ancora una presa di posizione del Casinò di Lugano che, tramite una nota stampa, vuole puntualizzare alcuni aspetti della vicenda legata allo scioglimento del contratto collettivo di lavoro.Il comunicato inizia con "Con riferimento alla recente decisione di disdire il Contratto collettivo di lavoro a causa delle ripetute violazioni della pace socialeda parte del sindacato OCST, più precisamente del suo rappresentante a Lugano, Casinò Lugano precisa di non essere di principio contraria al sindacato come istituzione. Giudica però inaccettabile il modo in cui il rappresentante dell’OCST Nando Ceruso negli ultimi anni ha interpretato questo ruolo". Inoltre "Al Casinò di Lugano da anni non esisteva una vera rappresentanza del personale (Commissione del personale) eletta dai lavoratori come previsto dal CCL; era sostituita da “delegati sindacali” nominati unilateralmente del sindacato, che riportavano direttamente al sig. Ceruso. Gli altri dipendenti del Casinò non hanno mai riconosciuto questi “delegati sindacali” quali loro legittimi rappresentanti".Si continua con "il CdA e la Direzione di Casinò Lugano da tempo hanno tentato di arginare questa irregolarità appellandosi a quanto previsto dal CCL riguardo alle competenze del sindacato e dei rappresentanti dei lavoratori. Questo legittimo agire dell’Azienda nel rispetto del CCL è stato bollato dal sindacato come “politica anti-sindacale”; da qui la vertenza attuale e una serie di azioni anti-aziendali da parte del sindacato, infrangendo la pace del lavoro prevista nel CCL e trascurando completamente l’opinione e le preoccupazioni della grande maggioranza dei dipendenti del Casinò di Lugano, che le hanno espresse nella lettera “Il diritto di lavorare in pace” firmata da 140 collaboratori (circa 2/3 dei lavoratori presenti in quel periodo), pubblicata lo scorso aprile da vari organi di stampa ed ora più che mai d’attualità"."Il problema dell’indebita ingerenza è stato segnalato al sindacato e poi denunciato da Casinò Lugano già nella primavera 2010, come testimonia la relativa documentazione. Le diffamazioni e le azioni giuridiche integralmente contestate da parte di Casinò Lugano SA in quanto infondate e strumentali, vanno lette come una reazione poco professionale del sindacato alla determinazione di Casinò Lugano di ridurre l’influenza del sindacato su questioni non di sua competenza, come alcuni ambiti della gestione del personale, in questo rispettando il CCL". Concludendo "va precisato che, al contrario di una SA (società anonima) qualsiasi, Casinò Lugano è sottoposto alla Legge federale sulle Case da gioco e alla Concessione federale, che prevede la massima indipendenza nella gestione della Casa da gioco e del personale.
Contrariamente a quanto succede negli altri Casinò che hanno sottoscritto lo stesso CCL (Mendrisio e Locarno) da anni Nando Ceruso pretende di esercitare un’influenza diretta su questioni aziendali e sulla gestione del personale di Casinò Lugano, competenze non previste dal CCL. È opportuno ricordare che tranne i tre casinò in Ticino, nessuna Casa da gioco in Svizzera (in totale 19) ha introdotto un CCL; alcune non si sono dotate neppure di un Contratto aziendale".
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