
Nelle prossime settimane la città di Lugano busserà a Berna con una richiesta ben precisa: chiedere un trattamento di favore per il CasinòLugano. Da tempo la casa da gioco, che vanta una concessione di tipo A, è confrontata con la forte concorrenza del casinò di Campione d’Italia. Senza calcolare che dal primo gennaio la CasinòLugano dovrà versare più tasse a Berna. L’aliquota passerà infatti al 53%, sempre sul lordo delle entrate. I dettagli della proposta verranno definiti meglio nel corso della prossima seduta di Municipio. Ma Giuliano Bignasca ha già le idee in chiaro: “Per i prossimi cinque-sei anni Berna dovrebbe evitare di riscuotere la metà delle tasse che la casa da gioco di Lugano versa annualmente nelle casse della Confederazione”, ha dichiarato a Ticinonews il municipale della Lega, promettendo di recarsi personalmente a Berna con il bastone in mano se la Confederazione non dovesse accogliere la richiesta del Ticino, la cui piazza finanziaria - ricorda ancora Bignasca - “è già duramente colpita dagli effetti dello scudo fiscale italiano”. Serve a nulla fare i cowboy, reagisce Erasmo Pelli da noi contattato al telefono. Il presidente del consiglio di amministrazione di CasinòLugano è scettico di fronte ad ipotetiche misure di ritorsione. Tipo andare avanti per la nostra strada e tenerci comunque metà delle tasse. Per il vice sindaco della città la soluzione potrebbe invece stare nelle possibilità di introdurre deduzioni dalle imposte, un po’ come succede per i casinò dotati di una concessione di tipo B. “Comunque sia, il coltello dalla parte del manico - e così conclude Pelli - ce l’ha sempre la Commissione federale delle case da gioco, che di fronte a scorrettezze potrebbe anche non più rinnovare la concessione”. Pri
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

