
"Mercoledì facciamo i conti". Non nel senso nobiliare del termine: marchesi, principi, baroni e conti, appunto. Ma nel senso contabile. Che in questo caso è un senso squisitamente politico. Cosa voglia dire con questa frase, Giuliano Bignasca lo sa solo lui. Per ora. Forse dopodomani lo sapremo tutti. Di sicuro la prossima seduta del Municipio di Lugano sarà arroventata. Più di quella sui platani di via Ciani. Il conducator leghista ha già telefonato al segretario generale Mauro De Lorenzi e gli ha fatto aggiungere – così si chiama “alle nostre latitudini” – una “trattanda”all’ordine del giorno: “Caso Foletti”. Presupposto: la giustizia non è di questo mondo. Ma, di sicuro, non si licenzia uno che è anche deputato in Gran consiglio – come non lo si arresta - senza pensare che un atto del genere non possa avere, in qualche modo, una ripercussione politica. Per di più in un Cantone dove ogni minima cosa ha valenza politica. Perfino la nomina di un bidello nella più infima sede di scuola elementare. Un Cantone in cui i mandati, gli appalti, i concorsi pubblici – sovente per posti creati ad hoc - si vincono quasi sempre per raccomandazione e prima ancora di esservisi candidati. Tutti d’accordo che abbiamo smesso di credere alle favole? Ok. Allora ripartiamo. Intendiamoci. Non nel senso che i deputati abbiano più diritti degli altri cittadini, ma nel senso che le cose che li riguardano – pubbliche o private che siano - fanno notizia. E allora non ci si può limitare a uno scarno comunicato stampa che può dire tutto o nulla, o far presumere, o suscitare sospetti e illazioni, dar libero sfogo all’immaginazione. Il sindaco Giorgio Giudici, che siede nel Consiglio di amministrazione del Casinò, è stato franco, come sempre quando decide di parlare: ha dichiarato al nostro telegiornale che il Casinò non è un banco di beneficienza e chi non raggiunge gli obiettivi – e il Casinò non sta raggiungendo gli obiettivi – può subire l’effetto della scure. Una decisione puramente aziendale – dunque, fa capire il sindaco – quella di lasciare a casa il direttore marketing Michele Foletti. Ma un piano di ristrutturazione del Casinò di Lugano non è stato annunciato. La separazione da Foletti non sembra rientrare in un progetto globale di riforma finanziaria dell’azienda. E, fa sapere Bignasca, non è nemmeno stata una decisione del Consiglio di amministrazione. E allora che è successo? E chi lo sa? Il presidente della Casinò, Erasmo Pelli, oggi non si trovava. Il suo cellulare proponeva incessantemente la suoneria del Flauto Magico di Mozart: l’aria di “Papageno”. No comment di Foletti. Poche parole dall’amministratore delegato della casa da gioco, Thonhauser. Gli unici a parlare, sono Giudici prima e Bignasca in serata, dopo aver affidato le sue considerazioni al suo Mattinonline: "Non mi risulta che una decisione in tal senso, o in qualsivoglia senso, sia stata assunta in seno al Consiglio di amministrazione della società. Non ne ho notizia, almeno. Ad ogni modo, tutta questa vicenda - compreso il propagarsi subitaneo di una voce che qualcuno avrà voluto anche confermare, compresa quell'ipotesi di uscita dai ruoli alla fine di agosto - mi puzza di politico, cioè di nulla che attenga alle competenze, alle capacità, all'impegno ed alla professionalità del direttore per il "marketing" al Casinò". E quindi? "E quindi, quindi che cosa? Dal momento che la Città di Lugano conta ancora qualcosina, vero?, in materia di proprietà dell'azienda, faremo i conti mercoledì in Municipio. Plr avvisato, stiano in campana i miei colleghi". Biagnasca non vuole litigare col sindaco, che del resto è in vacanza e mercoledì non ci sarà. Non vuole incrinare l’alleanza sul “salviamo platani e tigli di via Ciani”. La storia dei Cavalli di Frisia, per intenderci. Lo sc
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