
No, nel Canton Ticino non vi sono casi analoghi a quello di Carlos. Lo afferma il Consiglio di Stato, in risposta a un'interrogazione della deputata democentrista Lara Filippini che, in seguito al clamore suscitato dalla presa a carico da 29'000 franchi al mese del pluricondannato Carlos, chiedeva lumi sul tema dell'esecuzione delle pene e delle misure nei confronti dei minorenni.
Non vi sono "casi Carlos" in Ticino, quindi, ma nel nostro Cantone sono attive 66 misure di protezione della Legge federale sul diritto penale minorile. Tali misure sono di quattro tipi.
Innanzitutto la sorveglianza, che consiste nella designazione di una persona o di un ufficio idoneo che abbia il diritto di assumere informazioni, presso i detentori dell'autorità parentale, sull'educazione del minore.
Esiste poi il sostegno esterno nell'ambito del quale l'autorità giudicante designa una persona idonea che sostenga i genitori nei loro compiti educativi e assista il minore.
È poi previsto il trattamento ambulatoriale, che può essere ordinato se il minore soffre di turbe psichiche, è alterato nello sviluppo della sua personalità, è tossicomane o altrimenti affetto da dipendenza.
Infine, nei casi più gravi, è previsto il collocamento in un istituto educativo o di cura.
I minorenni in questione sono persone a rischio in termini di devianza penale, di consumo di sostanze stupefacenti, di abbandono scolastico e professionale e, più in generale, con un disagio sociale concreto, specifica il Consiglio di Stato.
Le misure protettive nei loro confronti sono prese a carico dagli educatori del Servizio educativo minorile e i collocamenti avvengono in istituti riconosciuti del nostro Paese. Il comparto minorenni del carcere giudiziario La Farera può accogliere esclusivamente minorenni in detenzione preventiva. Per l'esecuzione di pene di privazione della libertà, si fa invece capo nel limite del possibile agli istituti del Concordato, al quale il canton Ticino ha aderito.
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