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Ticino
Casellario? Bravi, ma non basta
Casellario? Bravi, ma non basta
Casellario? Bravi, ma non basta
Redazione
9 anni fa
Il Consiglio intersindacale pronto a scrivere a Roma. Tarpini: “il Ticino deve fare di più”

Bene, ma dovete fare di più. Se la decisione di abolire la richiesta sistematica del casellario giudiziale è stata apprezzata, il Canton Ticino rimane un cantone ancora troppo "discriminatorio nei confronti dei lavoratori frontalieri". A dirlo il presidente del Consiglio intersindacale Alessandro Tarpini, per il quale, prima di pensare a un imminente sottoscrizione dell’accordo fiscale sui frontalieri, ora, è necessario che il Ticino faccia ancora qualche passo indietro. Affinché l’intesa venga ratificata infatti rimangono alcune pietre d’inciampo pendenti, da eliminare. Ovvero l’iniziativa "Prima i nostri", l’albo degli artigiani e “un clima generale di palese antagonismo nei confronti dei frontalieri”.

“La premessa agli accordi che sono stati parafati è che dovessero venire interrotte tutte le attività di discriminazione nei confronti dei lavoratori frontalieri e di messa in discussione della libera circolazione delle persone. Come sappiamo negli ultimi mesi è stata un'escalation di iniziative da parte di una certa politica del Canton Ticino e credo dunque che ci sia ancora bisogno di fare una serie di passaggi”. 

Rivendicazioni condivise non solo dal sindacato. Anzi. Proprio ieri Francesca Brianza, delegata ai rapporti transfrontalieri per la Regione Lombardia, ha ribadito seri dubbi in merito alle modifiche conseguenti al nuovo accordo. Perplessità analoghe sono state espresse anche dal Deputato Pd a Roma Mauro Guerra che dalle colonne della Provincia ha chiaramente spiegato come con la mossa del casellario per il Ticino non sia sufficiente.

“Mi sentirei di dire che tutte le forze politiche italiane - soprattutto nella zona di confine - sono consapevoli del fatto che sia necessario intervenire con cambiamenti significativi”.

All’indomani, dunque, della “concessione” ticinese sul fronte delle trattative diplomatiche, la politica italiana sembra ora compattarsi per chiedere nuovi passi indietro. E in questa direzione si sta muovendo spedito anche il Consiglio Intersindacale, all’interno del quale siedono anche Unia e Ocst.

“Martedì si riunirà il consiglio sindacale interregionale Ticino Lombardia Piemonte" afferma ancora Tarpini. "Io, in qualità di presidente, proporrò di inviare una lettera urgente con una richiesta d'incontro alla presidenza del consiglio dei ministri per provare a spiegare le nostre ragioni e di rivedere alcuni importanti punti dell'intesa parafata”.

Insomma – dice Tarpini – per chi si aspettasse una firma lampo dell’Accordo (magari già il prossimo 26 giugno) potrebbero esserci brutte sorprese. “Non esiste alcun automatismo fra l'eliminazione del casellario e la firma da parte del governo italiano dei trattati internazionali. Per l'entrata in vigore definitiva di un accordo di questo tipo potrebbero volerci anni”.

Romano Bianchi

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