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Ticino
Case secondarie: SÌ alle obiezioni ticinesi
Redazione
13 anni fa
Contrariamente alla Commissione del Nazionale, quella degli Stati ha approvato oggi, con 13 voti a 11, l'iniziativa cantonale del Ticino

La legge d'applicazione dell'iniziativa di Franz Weber sulle residenze secondarie deve prendere in considerazione le particolari necessità dei cantoni alpini e delle regioni di montagna. Contrariamente al Consiglio degli Stati, la Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale sostiene quest'esigenza. Con 13 voti contro 11, la maggioranza propone al plenum di dar seguito a un'iniziativa cantonale del Ticino "Basta con la costruzione sfrenata di abitazioni secondarie! - Che non sia di pregiudizio alle regioni di montagna". Gli Stati l'avevano respinta in marzo con 22 voti a 18. Con la decisione della commissione del Nazionale, la legge d'applicazione dovrebbe compensare gli effetti negativi dell'iniziativa popolare, adottata l'11 marzo 2012. Una forte minoranza si oppone a quest'idea. Per questi parlamentari, l'ordinanza sulle residenze secondarie tiene già conto di queste attese. Nel caso in cui il progetto di legge, che dovrà essere posto in consultazione, non rispecchiasse questi principi, i cantoni prima e il parlamento poi potranno correggere il tiro, rammenta ancora la minoranza. L'iniziativa ticinese chiede al Parlamento federale di tenere conto delle peculiarità del Ticino, cantone "particolarmente toccato" dall'iniziativa popolare sulle abitazioni secondarie dell'ecologista Franz Weber. In numerosi comuni ticinesi - aveva ricordato Fabio Abate agli Stati - la quota delle residenze secondarie non è solo dettata dal turismo, ma anche dall'esodo crescente della popolazione locale dalla pianura alle valli, dove da tempo possiedono abitazioni con le quali esiste un legame genealogico. Orbene, l'ordinanza del Consiglio federale non tiene conto di questa realtà. ATS

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