
Dal primo gennaio 2013 entrerà in vigore l’Ordinanza sulle residenze secondarie e oggi i comuni ticinesi hanno ricevuto da parte del Governo le informazioni necessarie per applicare tale norma. Le disposizioni dell’ordinanza verranno applicate da tutti i comuni svizzeri con un tasso di abitazioni secondarie superiore al 20%. In Ticino sono cento i comuni in cui non è più possibile autorizzare la costruzione di nuove abitazioni secondarie. Eccezioni sono previste per abitazioni legate a un uso turistico qualificato, ossia poste sul mercato da strutture turistiche organizzate che garantiscono un’occupazione costante durante l’anno, per soggiorni brevi e alle condizioni usuali di mercato. Le abitazioni che già esistevano al momento dell’approvazione dell’iniziativa non sono toccate dalla nuova ordinanza. Possono dunque essere trasformate da primarie a secondarie e viceversa, nella misura in cui i piani regolatori lo consentono. Anche i rustici non sono toccate dalle nuove norme. Il loro uso resta regolato dalle norme del PUC-PEIP (piano di utilizzazione cantonale degli edifici e impianti protetti). Il Consiglio di Stato, informa nella nota, ha inoltre ricordato ai comuni le procedure e le modalità per confutare i dati sui quali la Confederazione si è basata per stabilire la percentuale di residenze secondarie. Ogni comune ha infatti la possibilità di formulare all’attenzione dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale una richiesta di riesame della propria situazione.
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