
Un appello a chiudere il San Gottardo e il San Bernardino per evitare l'arrivo dei turisti dalla Svizzera tedesca. È quello che hanno lanciato i sindaci del Malcantone in un articolo apparso ieri sul Corriere del Ticino. La preoccupazione nasce dalla costatazione che molti di questi turisti sono già arrivati a Sud delle Alpi. "Nel Malcantone abbiamo molte residenze secondarie e negli ultimi giorni sono arrivati i primi svizzeri tedeschi. Tra questi vi sono diversi anziani" conferma il sindaco di Vernate Giovanni Cossi ai microfoni di Teleticino. L'impressione è che l'invito a non venire in Ticino, che ormai viene divulgato anche oltre Gottardo, non sia stato recepito. "La risposta è che non è proibito" dice Cossi, che ha cercato di sensibilizzare i turisti sulla tematica. Cossi è irritato anche per il fatto che pochissimi proprietari di residenze secondarie notificano la propria presenza al comune. Un obbligo in vigore dallo scorso 23 marzo, per cui sono state inviate anche delle lettere informative.
Obbligo di notifica? Praticamente ignorato anche in altri comuni
Anche altri comuni ticinesi sono confrontati con lo stesso problema. Teleticino ha fatto un giro di chiamate in alcune comuni del Locarnese, regione prediletta dagli svizzero tedeschi e con un'alta concentrazione di case di vacanza, per vedere in quanti si sono annunciati alle cancellerie.
I comuni che hanno ricevuto più notifiche sono Brissago e Gambarogno, con oltre 50 persone che si sono annunciate a risiedere nelle case di vacanza. (Il primo comune conta un totale di circa 2500 residenze secondarie, mentre Gambarognoo 3200). Da notare tuttavia che in Gambarogno alcuni di questi vacanzieri sono ticinesi che hanno deciso di trascorrere la quarantena nella propria casa di vacanza, in particolare a Indemini.
Ben più basse le cifre negli altri comuni del Locarnese: ad Ascona 21 notiche (per un totale di 2500 residenze secondarie nel comune), Orselina 12, Brione 10 e Losone 10. A Locarno invece ci sono due turisti in case secondarie mentre 8 sono ticinesi che si trovano nelle loro case a Monte Brè o Cardada.
Tra i sindaci interpellati c'è un misto di preoccupazione e rabbia perché richieste di informazione da parte soprattutto di svizzero tedeschi giungono ogni giorno in cancelleria. Nonostante viene sconsigliato di venire in Ticino, l'appello, a detta dei sindaci, non viene preso con serietà.
Chiudere San Gottardo e San Bernardino? Gobbi: "Sarebbe poco sensato"
"Oltre al bollettino di Via Suisse, che sconsiglia di recarsi in Ticino, come Polizie cantonali abbiamo esteso gli annunci su tutto il territorio nazionale" sottolinea Gobbi, a riprova del fatto che gli appelli ci sono. "Sono da evitare tutti i movimento non necessari. Non è il momento più adatto per scendere al proprio rustico. Anche il Canton Grigioni o il Vallese sono0 confrontati con la stessa problematica".
Sull'appello dei sindaci del Malcantone di chiudere San Gottardo e San Bernardino, Gobbi si dice scettico: "Dobbiamo ricordarci che circa un mese fa avevamo paura che il Gottardo venisse chiuso per confinarci visto che eravamo la prima regione toccata dal contagio. Oggi chiedere il contrario sarebbe poco sensato, bisogna lavorare piuttosto sulla persuasione, con appelli, annunci e lettere a tutti i fuochi. Non si tratta di un divieto, ma è importante far capire che ci troviamo in una situazione particolare e di evitare rischi per non sovracaricare il sistema sanitario".
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