
La fascia della popolazione più colpita dal coronavirus è stata quella degli anziani. Non solo per la mortalità, ma anche per le misure messe in atto. Infatti ancora oggi nelle residenze per anziani le misure di contenimento della pandemia sono particolarmente rigide. Una situazione che non piace a molti e per cui le autorità stanno valutando degli allentamenti. Negli scorsi giorni vi è stato un incontro tra le autorità e chi gestisce gli ospizi, proprio in vista di una riapertura più marcata. “L’incontro che abbiamo avuto è un incontro consultivo in vista di probabili misure di allentamento che potrebbero essere introdotte nelle prossime settimane, ma quello che vogliamo far passare come messaggio è che se noi allentiamo, aumentiamo in maniera proporzionale il rischio di una nuova entrata del virus all’interno delle case per anziani”, ha spiegato ieri sera a Teleticino il geriatra, e direttore sanitario di alcune strutture, William Pertoldi.
“Guardate Friburgo e Zurigo”
La paura di Pertoldi proprio in questi giorni è realtà in altri cantoni: “Si è visto cosa succede in alcune case per anziani nel nord delle Alpi, a Friburgo e a Zurigo”, ha avvertito il medico. Per questo, in caso di riapertura, ai famigliari sarà chiesto molto senso di responsabilità: “Perché potremo anche allentare, ma se a questo si associano dei comportamenti non adeguati, diventerà veramente una bomba questo, potrà tornarci indietro come un boomerang veramente nefasto”, ha detto. “Oggi noi vediamo nella quotidianità i comportamenti dei giovani, che sono spesso irresponsabili, la cronaca di questi ultimi giorni l’ha dimostrato a più riprese, ma non è un problema svizzero, è un problema europeo”.
“A rischio la salute degli altri”
Se molti, infatti, soffrono la mancanza dei propri cari, le case anziani sono realtà collettive. “Molti famigliari vedono solo il problema del proprio residente, dimenticando che se sono disposti di far correre dei rischi al proprio caro, metterebbero a repentaglio la salute anche di altri ospiti, che magari questo rischio non volevano correrlo”, ha avvertito Pertoldi. “Il fatto che oggi in Ticino abbiamo dei numeri così bassi e siamo un’isola felice rispetto al resto della Svizzera, è perché nei mesi scorsi abbiamo avuto tutti un comportamento estremamente responsabile, oggi si tende a dimenticare tutto questo”.
Morire di solitudine
Nelle case anziani molte persone soffrono la lontananza dai propri cari, ha detto Pertoldi, ma c’è anche chi non reagisce allo stesso modo. “Chiaro che quando vediamo un anziano che vede declinare la propria qualità di vita perché sente la mancanza dei proprio famigliari, questo dispiace a tutti, a questo vorremmo mettere un freno, ma dobbiamo farlo in maniera responsabile”. Ma si può morire di solitudine? “Si muore anche di solitudine, sì”, ha risposto.
Il pre-pandemia
Il geriatra ha poi spiegato qual è la maggiore preoccupazione di molti medici: “Negli ultimi mesi vediamo molte persone giovani che fanno la malattia in maniera quasi asintomatica, è quello che probabilmente è successo nei precedenti lo scoppio della pandemia da noi in Svizzera o nelle altre nazioni. Con un numero sempre maggiore di persone che non venivano depistate”. Insomma, è possibile che il virus girasse tra i più sani per poi colpire i più deboli nei mesi più tragici. “Adesso noi queste persone riusciamo a depistarle, per cui riusciamo probabilmente a evitare delle cifre e degli andamenti come in marzo, ciò non toglie che il virus c’è e quando il virus si diffonde avrà più possibilità di colpire le persone anziane. E la mortalità nelle persone anziane è elevata”.
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