
A Lugano e in Ticino, le cause legali che alcuni assicuratori malattia stanno intentando per ottenere la restituzione delle spese per il materiale di cura potrebbero costare care. Gli oggetti della contesa sono pannolini, cerotti, bende. Materiali molto usati nelle case per anziani e costati al Cantone circa 2,7 milioni negli ultimi 3 anni. Ora, un gruppo di assicurazioni malattia li vorrebbe vedere restituiti.
TeleTicino ha sentito Roberto Perucchi, segretrio ACAS, l’Associazione dei Comuni in ambito socio-sanitario: "Noi come comuni nell’ambito socio sanitario abbiamo esortato gli istituti di cura a declinare le offerte delle assicurazioni malattia e siamo pronti a intraprendere i passi necessari per difendere queste prerogative".
Tutto parte da una sentenza del Tribunale federale sul loro sistema di finanziamento, che ha dato ragione a Tarifsuisse. Per farla breve, il materiale medico deve rientrare in un forfait e non essere rimborsato a parte, come stabiliva prima una convenzione spiega ancora Perucchi presso la casa per anziani di Castelrotto: "La sentenza non è contestata in quanto tale, è la modalità degli assicuratori per la retrocessione degli ultimi 3 anni a dispetto anche di ciò che l’Ufficio federale della sanità pubblica ha chiesto loro, li ha invitati a desistere da questa strada, Tarifsuisse ha invece deciso di intraprenderla".
Contestata è anche la disparità di trattamento con gli altri Cantoni.I Cantoni si stanno muovendo diversamente. Questo assicuratore si sta muovendo diversamente e anche all’interno dei Cantoni stanno chiedendo il rimborso agli istituti di cura, non alle cure a domicilio.
Come detto, però, Perucchi non intende starsene con le mani in mano. Non tanto per i costi del materiale, che ora saranno coperti dall’ente pubblico: circa 3 milioni in più tra Cantone e comuni. Per una questione di principio, appunto.
Ancora Perucchi: "È legato alla fatturazione tra istituti di cura e assicuratori, ma in cui c’è anche una partecipazione del paziente. Se noi rimborsiamo, loro restituiranno la parte ai loro assicurati?"
Solidale anche il direttore del Dipartimento Sanità Paolo Beltraminelli raggiunto telefonicamente da TeleTicino: "Come Cantone, cercheremo di far valere le ragioni degli istituti di cura, e questo anche a tutela dei comuni. Ricordiamo che la pretesa di rimborso arriva da solo 1/3 delle casse malati. Le altre, la maggioranza, non lo chiedono. Andare indietro di 3 anni ci pare davvero esagerato”.
Maggiori dettagli nel servizio del Tg di TeleTicino in onda alle 18.45
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