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Ticino
Case anziani: “Non è tempo di allentamenti”
Il direttore sanitario William Pertoldi ha spiegato la situazione nelle strutture di riposo. Sulle mascherine: “È una misura semplice, sopportabile ed efficace per proteggere gli altri”

In questi giorni il tema delle case per anziani sta facendo molto discutere. La questione è soprattutto la modalità con cui avvengono le visite: le misure restrittive creano malumori. Il direttore sanitario di diverse case anziani sul territorio e specialista in geriatria William Pertoldi è intervenuto in diretta al TgEstate di Teleticino per spiegare le modalità delle visite, chiarire le critiche e fare il punto sui prossimi allentamenti in vista.

“Abbiamo ricevuto a fine maggio delle direttive dall’ufficio del medico cantonale che le regole sull’organizzazione delle visite e soprattutto su come applicarle”, spiega Pertoldi. “Non nascondo che l’applicazione delle direttive lascia qualche spazio a un po’ di interpretazione e non sempre sono chiarissime”. E ha precisato: “Alcuni possono interpretarle in maniera più severa altri in maniera più libertina”.

“Non possiamo dimenticare quello che abbiamo passato”
“Io come geriatria sono il primo a sostenere che gli anziani dovrebbero poter tornare a una vita come prima ma non possiamo dimenticare dove eravamo mesi fa e dove stiamo andando adesso. Attualmente – prosegue Pertoldi – nelle case per anziani di cui sono direttore sanitario fanno sforzi enormi per poter permettere e allestire queste postazioni per concedere il maggior numero di visite ai residenti”.

Macchina organizzativa non indifferente
Quella delle case per anziani è una macchina organizzativa non indifferente. Le questioni da prendere in considerazioni e le attenzioni da avere sono pressoché infinite. Dalle visite al modo delle visite: se una volta si poteva andare a trovare un parente senza problemi ora le entrate sono monitorizzate, bisogna annunciarsi e c’è bisogno di un’istruzione prima di ogni visita. “È complesso da gestire quotidianamente”, precisa il direttore sanitario.

Nel dettaglio: cosa bisogna fare?
“Prima di tutto bisogna annunciarsi e quando si concretizza l’appuntamento per la visita il giorno in cui arriverà verrà fatto un breve controllo dello stato di salute controllando la temperatura. Inoltre, il personale dovrà accertarsi che tutti i visitatori siano muniti di mascherina”. Per quanto riguarda la postazione Pertoldi ha precisato: “Se è all’aperto si potrà avere il contatto visivo relativamente stretto con il parente. Se invece il residente è in condizioni tali da non poter uscire dalla camera verrà accompagnato nella stanza, dovrà mettere mascherine, guanti e grembiule”.

Allentamenti in vista?
Dalle autorità sanitarie e in particolare dall’Ufficio del medico cantonale nei giorni scorsi è ventilata l’idea che si possano introdurre alcuni allentamenti per le strutture di riposo destinate agli anziani. Ma su questo il direttore sanitario non è molto d’accordo. “Nei prossimi giorni avremo un incontro per discutere delle proposte. Ci sono strutture molto timorose di poter rivivere la situazione”. Nonostante tutte le strutture così come tutti gli ospiti bramino di poter tornare a una vita come prima “gli allentamenti ora non arriverebbero nel momento più idoneo”. E prosegue: “Stanno per aprire le scuole e abbiamo il rientro delle vacanze”. Questo allentamento dunque “potrebbe avvenire ma non nell’immediato, dovrebbero ancora lasciare tempo. Allentare adesso in maniera troppo libertina con una circolazione del Covid che si fa sempre più intensa è rischioso”.

“Il compromesso non è facile”
Una situazione difficile che ha per tutti implicazioni sociali e psicologiche. “Arrivare al giusto compromesso non è semplice. Riportare i gesti di quotidianità è la cosa che vorremmo poter fare, dall’altra parte non dimentichiamo che il concedere più libertà al singolo residente potrebbe non tanto mettere a repentaglio la sua di vita ma quella del suo compagno di stanza o di un altro ospite”, ha precisato.

Allentare in modo consapevole
Il senso di responsabilità, fa intendere il geriatra, è veramente molto grande. “Se vogliamo allentare aumentando i rischi dobbiamo essere tutti consapevoli e accettare tutti quanti che il Covid possa ripenetrare all’interno di una struttura. Se noi come popolazione, come parenti, residenti e autorità sanitaria siamo disposti a correre un rischio maggiore per garantire una libertà maggiore si può fare, ma dobbiamo essere tutti d’accordo e in sintonia”.

L’efficacia della mascherina
Inoltre, alle porte c’è l’autunno e spesso questa stagione porta con sé i malanni più conosciuti, come l’influenza. Quest’ultima però ha i sintomi molto simili a quelli del coronavirus. “I residenti hanno la libertà di scegliere se essere vaccinati con l’anti-influenzale ma l’esperienza dice che in questi anni la quasi totalità degli ospiti è favorevole”. Per il personale ora c’è stata una forte campagna per la vaccinazione perché altri studi, spiega Pertoldi, “dimostrano che la vaccinazione funziona solo se si vaccinano sia il personale sia i residenti”.

Vaccino e mascherina
Di solito se il personale sanitario delle case per anziani non si fosse vaccinato avrebbe dovuto utilizzare obbligatoriamente la mascherina nella stagione dell’influenza. Ma, “con il Covid abbiamo avuto un effetto nefasto perché chi era vaccinato durante la fase pandemica è stato più contagiato perché non aveva la protezione facciale”. E proprio per questo motivo Pertoldi ribadisce: “La mascherina e l’igienizzazione delle mani sono misure facili, sopportabili e efficaci per proteggere gli altri”.

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