
Sono tutti concordi nel dire che la gestione del Covid nelle case anziani ticinesi durante la prima ondata necessita di maggiore chiarezza. Difficile invece, oggi come oggi, sbilanciarsi sul fatto se una commissione parlamentare d’inchiesta sia effettivamente lo strumento più adeguato come ribadito ieri dall’MpS. Questo, in sintesi, il pensiero dei capigruppo dei partiti di Governo all’indomani della parziale condanna in prima istanza dei vertici della casa anziani di Sementina. La proposta di una CPI, in pratica una commissione ad hoc incaricata di far luce sull’operato delle autorità cantonali e quindi sui loro compiti di vigilanza, è pendente da mesi. Ma, non essendo la sentenza ancora cresciuta in giudicato, con le parti che potrebbero ancora chiedere il ricorso in appello, per Maurizio Agustoni del Centro è prematuro esprimersi.
“Limiti e compiti stabiliti dalla legge”
Per Agustoni “bisogna capire dalla sentenza quali sono le autorità alle quali vengono rivolti dei rimproveri e di che tipo prima di lanciarsi a dire sì o no a determinati strumenti”, il quale spiega che questi hanno infatti dei limiti e dei compiti stabiliti dalla legge. Altrettanto cauto il socialista Ivo Durisch, secondo il quale l’istituzione di una CPI “può in qualche modo lavorare su quelle che sono le competenze dell’amministrazione cantonale. Valuteremo quello che possiamo fare o analizzare se qualcosa è andato storto all’interno dell’amministrazione cantonale, ma i limiti di una CPI si fermano lì”.
“Fatti estremamente gravi che vanno chiariti”
Dal canto suo, la capogruppo del PLR Alessandra Gianella ribadisce la necessità di chiarezza, sottolineando che “anche la popolazione e chi è stato coinvolto ovviamente necessita delle risposte. Sulla forma e in che modo andrà fatto sarà necessario discutere fra partiti e all’interno del nostro Gruppo”. Le fa eco Sabrina Aldi, vicecapogruppo della Lega secondo la quale “si tratta di fatti estremamente gravi che vanno chiariti a tutti i livelli: sia comunale che cantonale”. Sull’istituzione di una CPI la leghista dice di non sapere se sia o meno “lo strumento adatto per fare ciò. In questo momento non sono in grado di rispondere, ma ascolterò con molta attenzione quello che è la proposta dell’ MpS e la valuteremo con calma”.
Lunedì la discussione in Gran Consiglio
Il tema, insomma, è tutt’altro che esaurito e potrebbe essere affrontato in termini generali già lunedì in Gran Consiglio. Quando il deputato Matteo Pronzini, durante la discussione sulla pianificazione anziani, formulerà già tutta una serie di proposte attraverso degli emendamenti al decreto legge: ad esempio, l’istituzione di un ente cantonale per le case anziani. O l’attribuzione della responsabilità finanziaria al Cantone.

