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Ticino
Case anziani e Covid-19, l’Mps interroga il governo
Redazione
6 anni fa
I tre deputati reclamano una ‘latitanza” da parte del medico cantonale visto che le misure per una seconda ondata sono state proposte dalla case anziani stesse

L’articolo apparso oggi sul “Caffé” nel quale si afferma che “sul tavolo del medico cantonale Giorgio Merlani dovrebbe già esserci un documento che - fra le altre misure volte a “non farsi trovare nuovamente impreparati in vista di una seconda ondata di Covid-19 - prevede “un tampone per tutti” (ospiti e personale) nel caso emergano nuovi contagi nelle case anziani, ha indotto i granconsiglieri dell’Mps Matteo Pronzini, Simona Arigoni e Angelica Lepori ad indirizzare un’interpellanza al governo ticinese.

Nel loro atto parlamentare, i tre rappresentanti dell’Mps chiedono al Consiglio di Stato se “corrisponde al vero il fatto che la case anziani hanno allestito un un documento sulle possibili misure preventive da adottare alfine di evitare una seconda strage di anziani”.

Nel loro testo, i tre granconsiglieri Mps chiedono inoltre “se il governo farà in modo che una delle indicazioni contenute nel documento, ossia sottoporre tutto il personale, a scadenza regolare, al test venga resa obbligatoria al più presto”.

Pronzini, Arigoni e Lepori sottolineano inoltre che la richiesta di “sottoporre a tappeto al tampone tutti i collaboratori ed i residenti delle case anziani” era già stata avanzata dal Movimento per il socialismo “durante la prima ondata ma sempre ostacolata dal medico cantonale”.

Tra gli altri interrogativi sollevati dall’interpellanza, vi è pure quello legato al motivo per il quale “non sono state le autorità cantonali, responsabili della salute pubblica, a farsi promotrici di un simile documento”.

Inoltre, nell’interpellanza si chiede al Consiglio di Stato se il documento è effettivamente “già stato consegnato alle autorità cantonali” e se intende renderlo pubblico “quanto prima”.

Infine, i tre granconsiglieri Mps chiedono al governo se l’obbligo del test a tappeto “verrà esteso anche al personale occupato nei servizio di aiuto domiciliare”.

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