
Ieri hanno riaperto le case per anziani che erano chiuse da 3 mesi, dal 9 marzo. La politica ha sempre commentato la chiusura di queste strutture come “una delle misure più dolorose dettate dal Covid”.
Le regole sono stringenti: ogni istituto ha 4 ore in cui i parenti possono venire a visitare i degenti. Lo possono fare solo su appuntamento e in locali appositi mantenendo le distanti sociali. Gli abbracci sono disponibili solo indossando dei camici ed è possibile anche uscire dalle strutture a patto che non si pernotti fuori.
Eliano Catelli, presidente ADiCASI ai microfoni di Teleticino ha commentato: “Abbiamo allestito uno spazio apposito all’esterno che permette di mantenere una distanza sociale”. Ma aggiunge: “Comunque noi raccomandiamo ai visitatori di indossare le mascherine”. E non solo spazi all’esterno perché “ci sono spazi anche all’interno, abbiamo creato un box apposito che fino ad oggi era diviso da una parete”. Ma Eliano Catelli specifica: “Si tratta di una riapertura controllata”.
“È stata una giornata caratterizzata dall’emozione” spiega Catelli. “Poter rivedere senza una parete divisoria il proprio caro è qualche cosa che ha riscaldato i cuori dei famigliari e dei residenti”. E aggiunge: “Sono stati tre mesi difficili, il nostro personale si è operato per essere vicino ai nostri residenti anche nei momenti di sconforto”.
Ugo Borradori ha finalmente potuto fare una carezza alla propria mamma. Durante questi tre mesi si sono sentiti per telefono e visti tramite uno schermo. “È la prima volta che vedo mia mamma da tre mesi, era difficile stabilire un contatto via Skype. È stato d’aiuto ma non ha niente a che vedere con il contatto visivo”. Sulle nuove regole Borradori commenta: “Sono giuste, non si può ripartire dimenticando tutto, ma comunque spero che vengano nuovamente allentate”.
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