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Casa Marta, in cerca di garanzie
Casa Marta, in cerca di garanzie
Casa Marta, in cerca di garanzie
Redazione
7 anni fa
In 3 anni i costi sono lievitati da 3 a 4,5 milioni. Il progetto rischia di naufragare

Sono anni che si parla del progetto Casa Marta, una struttura che dovrebbe accogliere i senzatetto, ma le condizioni fatiscenti dell’immobile ex Ostini a Bellinzona mostrano una situazione di stallo. Per iniziare i lavori mancano 900mila franchi, costi aggiuntivi emersi in corso d’opera.

"Si sono riscontrate delle strutture ancora più fatiscenti di quanto non si potesse immaginare - ha dichiarato a TeleTicino Mattia Lepori, membro del consiglio di Fondazione di Casa Marta - Bisogna anche dire che per costruire uno stabile di questo genere le norme di sicurezza sono estremamente esigenti, ci sono delle norme relative alla conservazione delle parti esterne dello stabilel, infatti risulta nella lista degli stabili protetti a livello locale, e quindi siamo arrivati con un preventivo finale più gravoso di un milione e mezzo rispetto alle stime iniziali".

Da qui l’appello lanciato oggi dall’omonima Fondazione. Serve qualcuno disposto a farsi garante di questa cifra, attraverso una fideiussione, per realizzare una prima parte dei lavori per il centro di accoglienza. "La parte di finanziamento che ancora ci manca possiamo raccoglierla in corso d'opera, cioè una volta iniziati i lavori proprio perché la visibilità del cantiere permetterebbe, molto probabilmente, di aumentare la raccolta fondi. Quindi chiediamo a tutte le persone di buona volontà, compresi enti e istituzioni di aiutarci" ha spiegato il presidente della Fondazione Luca Buzzi.

Per Casa Marta non ci sono alternative. Il Municipio di Bellinzona è stato chiaro: o si trovano i soldi mancanti o bisognerà licenziare un nuovo messaggio con il progetto rivisto. Una soluzione quest’ultima che dilaterebbe ulteriormente i tempi e non necessariamente troverebbe sostegno in consiglio comunale, con il rischio che questo progetto d’importanza regionale non veda mai la luce. "Il Cantone ci ha confermato che negli ultimi anni circa 150 persone a carico dell'assistenza sono state ospitate in strutture temporanee o d'urgenza. Riteniamo che oltre a queste persone ce ne siano anche molte altre. La necessità di una struttura del genere è quindi fondamentale" ha sottolineato Buzzi.

Interpellato da TeleTicino il municipale di Bellinzona Giorgio Soldini ha spiegato quanto la città tenga a questo progetto, benché la situazione sia effettivamente complicata. "Non vogliamo che il progetto cada, dobbiamo però rispettare anche le regole", ha sottolineato Soldini. "All'inizio il progetto era stato valutato a 3 milioni, ora è lievitato a 4 milioni e mezzo. Se non c'è una garanzia finanziaria si rischia davvero di fallire. Ecco perché abbiamo concesso un prolungo della licenza edilizia che permetterebbe di racimolare la differenza. Il Comune non può stanziare ulteriori contributi perché il consiglio comunale ha votato un dispositivo che lo impedisce."

Maggiori dettagli nell'edizione di ieri del TG di TeleTicino

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