
C’è chi pittura, chi mostra i propri prodotti fatti a mano e chi semplicemente è felice di trascorrere del tempo insieme. Tutto questo è Casa di Lù a Bellinzona, villetta storica di via Ghiringhelli che da qualche mese ospita anche gli uffici dell’Associazione L’Ora. “È una casa aperta, pensata per la popolazione, per le associazioni e per i professionisti che hanno bisogno di spazi di scambio, condivisione e conoscenza”, spiega ai microfoni di Ticinonews la direttrice dell’Associazione L’Ora Lorenza Grassi. “Tutto il primo piano della struttura è messo a disposizione: abbiamo una sala grande, che può essere dedicata a degli eventi, degli spazi di co-working e ulteriori aree dove si possono fare consulenze o momenti di incontro”.
Un ultimo tassello di un ampio progetto
Un punto di partenza ma anche il compimento di un sogno, è stato detto durante l’inaugurazione ufficiale di sabato. Un ultimo tassello di un progetto già consolidato sul territorio chiamato “Una famiglia per una famiglia”. “Per onorare questo progetto fino in fondo dovremo permettere alla comunità di incontrarsi, perché è la comunità che può intervenire prima di tutti noi e può dare davvero un sostegno importante alle famiglie per cui vogliamo sviluppare questa idea”, afferma la co-fondatrice dell’Associazione L’Ora, Ramona Sinigaglia.
Una lunga storia di aiuto
Quando Lorenza e Ramona hanno adocchiato la villetta di via Ghiringhelli ormai disabitata, il proprietario Manuel Bonzanigo non ha avuto alcun dubbio. “In questa casa mio nonno ha ospitato buona parte dei rifugiati polacchi durante la seconda guerra mondiale”, racconta Bonzanigo. “Lui e mia nonna hanno sempre fatto del bene. Ho cercato quindi qualcuno che portasse avanti questa tradizione”.
“Lavorare nella prevenzione”
Sostenuto da Confederazione, Cantone e Comune, il progetto “Una famiglia per una famiglia”, è un aiuto a chi vive un momento difficile, un supporto nella vita quotidiana alla riscoperta della solidarietà. “Il concetto è basato su un aiuto reciproco tra due famiglie che decidono di fare un percorso insieme e di darsi un sostegno per un tempo determinato”, riprende Grassi. “L’idea è di lavorare nella prevenzione e dare un aiuto tempestivo a tutte le famiglie che attraversano un momento di fragilità”.

