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Sementina
Casa anziani di Sementina, tre condanne
© CdT/Chiara Zocchetti
© CdT/Chiara Zocchetti
Laura Milani
4 anni fa
I vertici dell’istituto sono stati ritenuti colpevoli di aver intenzionalmente violato la norma emanata dal medico cantonale che proibiva le attività di gruppo. La giudice Bernasconi: "Hanno comunque agito pensando di fare del bene"

Colpevoli di aver intenzionalmente violato la norma emanata dal medico cantonale che proibiva le attività di gruppo, fondata sulla legge. Ma prosciolti dagli altri capi d’accusa promossi dal Ministero pubblico per quanto avvenuto alla casa anziani di Sementina a marzo 2020, quando la metà dei residenti si ammalò di covid e 22 persone morirono. Vale a dire i mancati tamponi e tracciamenti e il non rispetto del distanziamento sociale, solamente raccomandati e per questo da non ritenersi obbligatori, nonché l’impiego di un'infermiera positiva durante un turno di notte in una situazione d'emergenza. Questo il verdetto della giudice Elettra Orsetta Bernasconi Matti nei confronti del direttore amministrativo, della direttrice sanitaria e dell'ex capocure accusati di reiterata violazione alla Legge Federale sulla lotta alle malattie trasmissibili.

Colpa di media gravità

Nel dettaglio, i primi due imputati sono stati condannati a una multa di 1'500 franchi. La giudice ha definito la loro una “colpa di media gravità”, tenuto conto “della sofferenza dell'epoca, dello stress e dell’eco mediatica” e riconoscendo loro “di aver sempre agito per il bene dei residenti”. Entrambi sono anche stati ritenuti colpevoli di aver fatto entrare in struttura dei pittori per dei lavori non urgenti quando la casa era di fatto già stata chiusa al pubblico.

La terza condanna

Condannata a una multa di 1'000 franchi, invece, l’ex capocure, ritenuta anche lei colpevole di aver intenzionalmente violato la norma del 9 marzo 2020 del medico cantonale ma priva di responsabilità per quanto riguarda i pittori.

Le reazioni di accusa e difesa

Una sentenza che, a caldo, non soddisfa pienamente ma nemmeno contraria del tutto né l'accusa, né le difese. La procuratrice pubblica Pamela Pedretti, che aveva chiesto multe tra i 4'000 e gli 8’000 franchi, affiancata dal PG Andrea Pagani, ritiene quanto meno soddisfacente il fatto che la Corte abbia riconosciuto la legalità delle decisioni del medico cantonale, messa in dubbio dalle difese. Dal canto loro, i legali Edy Salmina, Luigi Mattei e Mario Postizzi chiedevano il proscioglimento dei loro assistiti. "La giudice ha però riconosciuto che non vi era causa effetto tra la violazione delle norme e le morti per covid così come non è stata messa in dubbio la buona fede degli imputati", ha commentato Mattei fuori dal Tribunale. Sia l’accusa sia le difese hanno già fatto sapere di voler richiedere le motivazioni della sentenza, riservandosi comunque la possibilità di ricorrere in appello.

Pronzini: "Una condanna alle autorità comunali e cantonali"

Presente al dibattimento anche Matteo Pronzini dell'MpS, che da subito aveva spinto per far luce su quanto avvenuto a Sementina in quel periodo. "Al di là delle interpretazioni giuridiche, politicamente questa è una condanna alle autorità comunali e cantonali", ha commentato ai microfoni di Ticinonews. Pronzini tornerà a chiedere l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta.