
A Lugano non vi è ancora stata nessuna richiesta di affissione dei cartelloni anti-minareti. Ma ieri nella seduta settimanale del Municipio, i suoi rappresentanti ne hanno discusso, per anticipare eventualmente i tempi. Con cinque voti contro due – della Lega - Lugano non vuole le affissioni della campagna democentrista contro i minareti. Insomma, i municipali hanno bocciato il cartellone della campagna lanciata in vista della votazione federale del prossimo 29 novembre. “Se n’è parlato - ribadisce dalle colonne del CdT il municipale leghista Lorenzo Quadri - se i colleghi vorranno farlo dovranno mettere il tema all’ordine del giorno nella prossima riunione e poi si potrà procedere con l’alzata di mano”. “Io sostengo l’iniziativa UDC - dice ancora Quadri - ma in ogni caso non mi si venga a dire che quei cartelloni sono in qualche modo lesivi della legge contro il razzismo. Mi risulta che in questo paese ci sia ancora libertà d’espressione”. Di diverso parare la collega liberale Giovanna Masoni Brenni che ritiene invece i cartelloni di cattivo gusto e che aizzano sentimenti negativi, quali l’intolleranza verso le persone di cultura islamica. I Municipi di Locarno, Chiasso e Bellinzona non ne hanno invece ancora parlato. A Mendrisio infine non se ne discuterà.UDC: 'Siamo esterrefatti'L’UDC Ticino prende posizione sulla scelta del Municipio di Lugano, orientato verso il divieto dell’affissione sul suo territorio dei cartelloni anti-minareti. "Al di là del fatto se detti cartelloni verranno esposti o no in Ticino – l’intero costo della campagna grava sulle limitate possibilità del comitato d’iniziativa che fa capo unicamente a sostegni privati – il divieto a priori di una loro eventuale affissione costituisce una gravissima violazione del diritto costituzionale alla libertà d’espressione, nonché un’ingiustificata interferenza nella libertà di commercio. Non bisogna infatti dimenticare che una campagna cartellonistica verrebbe fatta tramite una società d’affissioni che opera professionalmente sul territorio, che paga le tasse e che ha quindi il diritto di non vedersi privata di un del tutto onesto guadagno". "È utile ricordare inoltre che la Commissione federale contro il razzismo, pur contestandone il carattere a suo dire diffamatorio del cartellone in oggetto, non lo ha ritenuto violare l’articolo 261bis del Codice penale inerente alle norme anti-razzismo. Quanto poi al presunto carattere diffamatorio, questa è una libera interpretazione di una parte dell’autorità che non può obbligare l’intera cittadinanza ad essere della stessa opinione, rispettivamente vietare al resto della popolazione di farsi un’opinione liberamente". "Il cattivo gusto di cui si può – ma non necessariamente si deve – accusare gli autori del manifesto, non è peraltro maggiore di quello dimostrato da Pro Infirmis con la sua campagna cartellonistica per la recente votazione sull’IVA, con il quale si strumentalizzavano degli andicappati per diffondere un – quello sì - falso messaggio. Un cartellone pubblicitario deve essere provocatorio per ottenere qualche effetto, e quello in questione ha il pregio di stuzzicare il dibattito su un tema di grande importanza che è quello della strisciante islamizzazione di tutto l’Occidente cristiano, inclusa quindi la Svizzera. In un periodo nel quale ci si lamenta dell’assenteismo dell’elettorato dalle urne, c’è da sperare che il dibattito suscitato dall’iniziativa in questione porterà al voto qualcosa di più del misero 32,5% della recente votazione sull’IVA. L’UDC Ticino invita perciò il Municipio di Lugano e quello di eventuali altri comuni orientati nella stessa direzione, a dare prova di buonsenso e moderazione rinunciando a un divieto inopportuno e, verosimilmente, anche incostituzionale". Il 51% degli svizzeri respinge l'iniziativa contro l'edificazione dei minaretiSe si dovesse votare in questi giorni, il 51,3%
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