
È iniziata da alcune settimane in Ticino la fase pilota che intende rendere possibile, in un prossimo futuro, l’adozione della cartella informatizzata del paziente (Cip) da parte della popolazione ticinese.
Di cosa si tratta
In questa fase di prova, nelle sedi dedicate di Mendrisio e Locarno messe a disposizione dall’Eoc sono state aperte finora circa 200 cartelle informatizzate destinate a un pubblico test e sono stati raccolti i primi riscontri. La fase pilota continuerà ancora alcuni mesi, a dipendenza del numero di cartelle elettroniche che verranno aperte, e si procederà in seguito a valutare risultati e sostenibilità del progetto. Il quadro normativo federale è in via di affinamento, considerate le annunciate revisioni di legge (quella sulla cartella informatizzata del paziente e quella sul mezzo d’identificazione elettronico e altri mezzi di autenticazione elettronici).
Gli obiettivi
Raggiunta la piena convalida del sistema, grazie alla Cip le cittadine e i cittadini otterranno “un accesso semplice e sicuro alle proprie informazioni sanitarie, disponendo dei dati che riguardano la loro salute in tutta libertà”, scrive il Dss in un comunicato. I vantaggi attesi riguardano il miglioramento della qualità delle cure, la maggiore tutela del paziente, il migliore coordinamento delle cure e la partecipazione attiva del paziente grazie al rafforzamento delle sue competenze sanitarie.
Sicurezza
Per quanto concerne la sicurezza, il Dss ricorda che la LCIP prevede una serie di strumenti “volti a tutelare il paziente” e a “proteggere le sue informazioni sanitarie, quali il controllo sull’accessibilità dei propri dati, il loro criptaggio e la completa tracciabilità delle operazioni”.
Chi è attivo
Al momento sono circa un centinaio gli ospedali, le cliniche private, le case di cura e gli studi medici che hanno aderito. Per il futuro è attesa una crescita progressiva del numero di professionisti della salute affiliati alla Comunità di riferimento e-Health Ticino.

