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Ticino
Carovana della libertà: il Governo risponde a Quadranti
Redazione
12 anni fa
Il deputato PLR voleva conoscere i costi causati allo Stato dalla manifestazione e chiedeva un intervento dei consiglieri di Stato leghisti. Ora è giunta la (non) risposta

"Quanti poliziotti verrano distratti dalla prevenzione dei furti o comunque dalle loro mansioni per controllare la Carovana della libertà organizzata dalla Lega dei Ticinesi? E questo quanto costerà allo Stato?"

È in pratica quanto chiedeva al Governo nel luglio scorso, pochi giorni prima dello svolgimento della Carovana, il deputato PLR Matteo Quadranti.

Il parlamentare auspicava inoltre un intervento dei due ministri leghisti (Norman Gobbi e a quel momento ancora Michele Barra) per spingere gli organizzatori a tenere la manifestazione su suolo privato e non sull'autostrada, crendo disagi al traffico.

La Carovana poi c'è effettivamente stata, sull'autostrada assiepata di agenti di Polizia con tanto di elicotteri. Si è rivelata essere una carovanina, con pochi partecipanti, pochi gesti eclatanti e poche infrazioni.

Ma l'interrogazione di Quadranti è rimasta sul tavolo. E quindi il Governo, negli scorsi giorni, ha finalmente fornito le sue risposte.

Che sono non risposte. "La Polizia cantonale non pubblica informazioni sulle forze messe in atto per prevenire o reprimere disturbi all'ordine e alla sicurezza pubblici" scrive il Governo, negando quindi la cifra degli agenti. "Questa prassi comunicativa è in atto, per quanto ci è dato sapere, in tutti i Corpi di Polizia svizzeri."

Il Consiglio di Stato spiega che questa impostazione è stata decisa anche per ovvi motivi di tattica di polizia, in modo da evitare che malintenzionati possano conoscere le risorse messe in campo per differenti servizi di sicurezza, così come la loro disposizione operativo-tattica.

Secondo il Governo, la Polizia cantonale ha poi agito in modo perfettamente imparziale. "Non vi sono finora motivi che potrebbero far dubitare questo Consiglio della professionalità delle nostre forze dell'ordine, cui esprimiamo tutta la nostra fiducia".

Il Governo ribadisce poi che la manifestazione si è tenuta nella calma e che le uniche infrazioni sono state registrate durante il viaggio di ritorno da Airolo a Lugano, quando alcuni automobilisti hanno causato dei rallentamenti.

Per quanto riguarda la richiesta di un intervento dei consiglieri di Stato, il Governo scrive come ormai la medesima sia superata dagli eventi. "Ad ogni modo il Consiglio di Stato non ritiene di dover dire quello che un membro del Governo potrebbe fare a titolo personale o come direttore di un Dipartimento."

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