
Brusca frenata del Consiglio di Stato sulla nuova Legge sulla scuola dell’obbligo. Dopo una consultazione con le parti, dalla quale sono emersi parecchi nodi ancora irrisolti, il Governo ha deciso di ritirare il messaggio e avviare un nuovo processo di progettazione. Ciò che si intende fare è rivedere il progetto di legge in modo tale che possa essere prima posto in consultazione e poi sottoposto al Gran Consiglio. Gli adattamenti che verranno apportati – scrive il Governo – terranno conto dei progetti in corso (relativi all'inclusione, alla sperimentazione dei livelli e al progetto Ticino 2020). Ma quindi è tutto da rifare? Lo abbiamo chiesto alla direttrice del DECS, Marina Carobbio.
“Erano presenti delle criticità”
“Noi abbiamo fatto una consultazione che è terminata a novembre, che ha espresso l’importanza di avere una legge unica sulla scuola dell’obbligo”, ci ha detto Carobbio, la quale ha proseguito spiegandoci che si tratta di una “Legge che raggruppa due leggi settoriali: quella sulla scuola media e quella sulle scuole elementari e dell’infanzia”. Tuttavia, questa consultazione ha anche espresso criticità importanti “e ci sembrava necessario tenerne conto. Motivo per cui abbiamo ritirato il messaggio”. Si procederà quindi per tappe, “portando avanti progetti già in corso, come quello relativo all’inclusione o alla questione della pausa meridiana: tema molto importante per i Comuni e che stiamo affrontando. Così come progetti a più medio termine, come la necessità di superare i livelli, ad oggi in fase di sperimentazione”. Dopodiché ci saranno delle modifiche delle leggi settoriali “e coinvolgendo il mondo della scuola e i vari portatori di interesse si arriverà ad avere una nuova legge sulla scuola dell’obbligo”.
Si ricomincia a lavorare
Insomma, una frenata. Ora ci si prende il tempo necessario e si ricomincia a lavorare. Ma i tempi si allungheranno di molto? “È prematuro poterlo affermare, quello che vogliamo fare noi oggi è lavorare a livello settoriale. Ci sono dei cantieri aperti, come detto, l’inclusione e il superamento dei livelli. Quest’ultimo confluirà – se la consultazione sarà positiva – in una modifica di legge”. Ripensare all’inclusione è invece voluto per continuare a rafforzare la scuola inclusiva, e una consultazione in tal senso prenderà il via all’inizio del prossimo anno scolastico. “Ci sono quindi progetti già in corso e che verranno comunque realizzati”. Un dossier particolarmente delicato e gli interessi in campo non solo sono molti, ma anche diversi. È quindi possibile raggiungere una concordanza maggiore? Soprattutto su alcuni particolari aspetti rispetto a quanto fatto finora. “Io penso di sì. Penso che l’ascolto e la partecipazione di chi lavora nel mondo della scuola e le autorità comunali può far avanzare determinati e importanti progetti per rafforzare la scuola ticinese”, ha concluso la direttrice del DECS.

