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Locarno Film Festival
Carobbio: "È un momento di cambiamento e il Cantone ci sarà"
Redazione
3 anni fa
Marina Carobbio era presente oggi alla tradizionale risottata organizzata in onore dell'Ufficio federale della cultura al Monte Verità. Un'occasione in cui le abbiamo chiesto quali sono - secondo lei - le sorti del Festival di Locarno dopo i due importanti passaggi di testimone.

Il Locarno Film Festival è giunto al suo terzo giorno, durante il quale si è tenuto il tradizionale ricevimento al Monte Verità in onore dell’Ufficio federale della cultura. Una risottata dai sapori ticinesi tramite cui la politica lancia i suoi messaggi. E questa mattina tra gli oratori è intervenuta anche Marina Carobbio al suo primo festival in qualità di direttrice del DECS. Che impressione si è fatta? “Una bella impressione, specialmente per l’importanza che ricopre questo Festival, non solo per la Svizzera italiana e il Ticino, ma anche per tutta la Svizzera”. Carobbio ha poi sottolineato l’importanza che riveste sia a livello culturale che cinematografico, “ma in particolare per la risonanza e gli impatti che ha al di fuori del nostro Cantone”.

Il futuro del festival secondo Carobbio

Kermesse grandi come questa sono sempre in evoluzione. Ma quale direzione deve prendere questo Festival? “Per prima cosa bisogna consolidarlo perché siamo di fronte a un momento di cambiamento”, ci spiega Carobbio. A cambiare ci sarà infatti la presidenza del Festival stesso, che vedrà Maja Hoffmann prendere le redini di Marco Solari, e Alain Berset lasciare la direzione dell’Ufficio della cultura che verrà sostituito da un altro consigliere o un’altra consigliera federale. “Ci saranno però anche dei cambiamenti a livello statutario nell’organizzazione del Festival. Tutto questo deve quindi garantire il funzionamento dello stesso anche in futuro, e io sono convinta che così sarà. Da parte del Cantone il sostegno non mancherà, perché è un evento importante per il nostro territorio”.

Da Solari a Hoffmann

Quest’anno come detto, ci sarà un importante – e delicato – passaggio del testimone: quello da Marco Solari a Maja Hoffmann. Solari è infatti sempre stato una certezza per il Festival e Carobbio ha descritto questo cambiamento come il 'passaggio dalla terra ferma al lago'. “Io penso che i presupposti per garantire una buona continuità del Festival ci sono, anche se è chiaro che dei cambiamenti e dei rinnovamenti saranno inevitabili”. Carobbio sostiene quindi che si continuerà a garantire continuità al festival, “ma è importante che sia garantita anche la libertà artistica delle proposte che verranno fatte”. La presidenza del Festival sarà inoltre un po’ meno ticinese. “L’importante è che ci sia comunque un aggancio non solo a livello di comitato, ma anche di vicepresidenza con la realtà del Ticino e della Svizzera italiana, perché questo è un festival diverso da altri che conosciamo, e ha quindi una sua importanza nel panorama svizzero e internazionale”. In questo senso, è fondamentale riuscire a portare annualmente nuove proposte, cinematografie esordienti e film da Paesi del sud del mondo, “è questa che deve continuare ad essere la sostanza del Festival di Locarno: offrire momenti di cultura importanti”.  

L’addio di Berset

Un altro addio è quello di Alain Berset, che lascia la direzione dell’Ufficio federale della cultura. Dopo 12 anni in cui ha presenziato annualmente al Festival di Locarno per sostenere la manifestazione, dall’anno prossimo non sarà più così. Inoltre, non è ancora chiaro se vi sarà un rimpasto nei Dipartimenti. Secondo Carobbio, che la politica federale la conosce bene, “è troppo presto per poter dire chi assumerà questo ruolo, non sappiamo ancora da chi arriveranno le candidature. Questo dipenderà anche dalle elezioni federali”. Quello che è importante per la direttrice del DECS è quindi “trasmettere quello che si è sentito raccontare oggi, così come l’importanza che ha questo evento per la Svizzera in modo da garantirne il sostegno da parte della Confederazione anche in futuro”. I presupposti, per Carobbio, ci sono: “Alain Berset ha dato tanto alla cultura e al Festival in tutti questi anni, quindi spero che chi succederà a lui continui su questa scia”.

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