
“Se Marina Carobbio fosse rimasta a Berna ora il Ticino avrebbe un problema in meno”. È il commento di Boris Bignasca, capogruppo leghista in Gran Consiglio, in merito alla candidatura della consigliera agli Stati alle cantonali del 2023 e alla sua quasi certa elezione. Sì, perché con il passaggio da Palazzo federale a quello delle Orsoline il suo seggio resterebbe vacante per due sessioni. La soluzione proposta da Bignasca? “Che Carobbio si dimetta prima di aprile. Se proprio deve esserci un cambio di ruolo, questo va organizzato in tempo. La tempistica migliore è quella di andare ai voti nei prossimi mesi per avere un consigliere agli Stati in carica per i prossimi 6-7 mesi”, ha spiegato il leghista.
Carobbio “prima di aprile non se ne va”
La consigliera agli Stati non lascerà il proprio seggio prima di aprile, come spiegato ieri a Ticinonews dal co presidente del Ps Fabrizio Sirica: “Non si dimette prima dell’eventuale elezione prima di tutto per il rispetto verso l’elettorato: sarebbe pretestuoso pensare di essere già eletta. Inoltre c’è anche una questione di rispetto per i candidati in lista, i quali potrebbero anche ottenere un successo elettorale”.
Le possibili strategie
Come fare dunque? È la domanda a cui sta cercando di rispondere la politica ticinese. Due scenari possibili prevedono che non ci sia alcuna elezione suppletiva. Insomma, nessun voto prima di ottobre. I partiti, per esempio, potrebbero accordarsi su un nome condiviso che occupi il seggio ticinese solo provvisoriamente. Questo a condizione che il supplente non si ricandidi per il seggio che potrebbe lasciare vacante Carobbio. Ma c’è anche una proposta giuridica, promossa dal PLR: attualmente la legge ticinese prevede una vacanza massima agli stati di 60 giorni. Questo lasso di tempo si potrebbe portare, modificando la legge, a 6-7 mesi, scongiurando così l’ulteriore appuntamento elettorale. “Mi sembra strano che i partiti che solitamente sgomitano per avere un consigliere agli Stati ora dicano che non fa nulla avere il seggio vuoto”, ha commentato Bignasca, il quale ha una proposta: “Credo che la modifica che potremmo sostenere è quella di permettere di votare un sostituto nelle prime due settimane di luglio, cosa che ora è proibita dalla legge. Questo perché l’accordo deve essere nell’interesse del paese e non in quello dei partiti”.
Romano: "Evitare una votazione mi sembra fuori luogo"
"Immaginare che si possa fare qualcosa a tavolino mi fa tornare al 1800 e mi fa venire i brividi lungo la schiena", commenta il consigliere nazionale Marco Romano, secondo il quale "sono le cittadine e i cittadini che decidono chi li rappresenta al Consiglio degli Stati". Per quanto riguarda la votazione di chi potrebbe subentrare a Carobbio, il consigliere nazionale de Il Centro afferma che "evitarla mi pare totalmente fuori luogo, antidemocratico e poco svizzero. Nel Canton San Gallo, ad esempio, ci sarà un'elezione suppletiva nei prossimi mesi, la stessa cosa nel Canton Giura per sostituire Baume-Schneider nel corso del 2023. Stiamo parlando della Camera alta del Parlamento nazionale e penso che quanto uscito sui media in questi giorni sia veramente indegno per un Cantone che si definisce democratico", conclude Romano.

