
Non sono solo i socialisti a rispedire al mittente le cannonate di Opinione Liberale. Nella sua rubrica Ipse Dixit il settimanale del PLR, ricordiamo, aveva attaccato sia i socialisti (accusati di ergersi a difesa dei lavoratori senza aver mai creato un posto di lavoro) sia l’alleanza tra Lega e UDC, sostenendo che alla base vi fosse il versamento di sostanziosi contributi per le federali da parte dei democentristi e ipotizzando che il fondatore della Lega dei Ticinesi Giuliano Bignasca si sarebbe rivoltato nella tomba (vedi articoli suggeriti).
“Per l’ennesima volta Opinione Liberale la fa fuori dal vaso – ha replicato ieri via Facebook il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri, spesso bersaglio delle stilettate del settimanale – Non sapendo più da che parte voltarsi, scrivono la "ca*ata pazzesca" che il Nano "si rivolterebbe nella tomba" per l'alleanza Lega-Udc e si permettono pure insinuazioni diffamatorie, naturalmente inventate di sana pianta, su presunti travasi di denaro dall'Udc nazionale alla Lega. Altrettanto false ed inventate di sana pianta sono le cifre di reddito del sottoscritto che i tapini insistono nel reiterare, ben sapendo che si tratta di fregnacce. Alla redazione del bollettino parrocchiale PLR sono proprio caduti in basso”.
“Se voi avete finanziamenti occulti per foraggiare le vostre campagne elettorali megalomani, è un problema vostro. La Lega funziona diversamente”, ha ribattuto. Quanto al riferimento al Nano che si "rivolterebbe nella tomba" per l'alleanza con i democentristi, Quadri l’ha definita “una barzelletta se non avessero tirato in ballo una persona prematuramente scomparsa”.“Il Nano ha sempre promosso gli accordi con l'Udc. Anche alle elezioni cantonali e federali del 2011, le ultime che visse in prima persona. E - tanto per fare un altro esempio - alle elezioni del Municipio di Lugano del 2008, si fece la lista unica Lega-Udc. Sulla quale, ma guarda un po', figurava anche lui”.
“Il fatto che il PLR sia ormai ridotto a sparare simili imbarazzanti petardi bagnati dimostra che la frustrazione ha raggiunto e superato i livelli d'allarme. Chiaro: il PLR sperava, in aprile, di scippare il secondo seggio all'odiata Lega (altro che puntare alla poltrona degli amichetti del Ps: questa fola non se l’è bevuta nessuno!). La congiunzione con l'Udc allontana il “sogno proibito”. E all'ex partitone gli brucia... eccome che gli brucia! Consiglio disinteressato: preparare le scorte di Magnesia San Pellegrino”, conclude il consigliere nazionale.
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