
“Purtroppo, non ho la sfera di cristallo: è molto difficile dire se quest’autunno i prezzi del gasolio saranno più o meno alti di adesso. Già ben prima degli stravolgimenti degli ultimi mesi, tuttavia, appariva ben chiaro che il costo dei combustibili fossili fosse soggetto a grande volatilità”. Nemmeno il direttore di TicinoEnergia Fabrizio Noembrini sa che cosa attende, in termini finanziari, le famiglie che scaldano le proprie case con oli combustibili, sebbene, in linea di massima, “in futuro la tendenza al rialzo proseguirà”. TicinoEnergia è un’associazione nata nel 2008 su iniziativa cantonale per “sostenere con misure concrete – scrive il gruppo nel suo sito – la politica energetica cantonale”.
Oltre il doppio
Le cifre di cui riferisce il CdT nella sua edizione odierna parlano da sole: per un’abitazione media, che consuma 4mila litri l’anno di gasolio, oggi si arriva a sborsare 6’030 franchi, contro i 2’815 di 15 mesi fa.
Accorgimenti e soluzioni
A Ticinonews Noembrini non si sente quindi di dire se per fare il pieno delle caldaie convenga aspettare o meno. “Di certo, esistono alcuni accorgimenti che, toccando il consumo, hanno un’incidenza sui costi per il consumatore: ridurre per esempio la temperatura ambientale nelle camere da letto e aerare i locali in maniera discontinua, evitando di lasciare aperte le finestre tutto il giorno, può aiutare”. L’impatto di queste misure è però limitato. Secondo il direttore di TicinoEnergia, la vera alternativa è quindi un’altra: “Il consiglio migliore che possa dare è passare alle fonti rinnovabili”.
Essere seguiti
Per questo però, avverte Noembrini, occorre il sostegno di esperti del settore: “Farsi aiutare è importante, perché quello della casa è un tema complesso. In questo senso esistono anche degli incentivi finanziari pubblici. Noi stessi possiamo fornire una consulenza gratuita”.
All’orizzonte sanzioni anche sul petrolio
La situazione potrebbe evolvere ulteriormente con l’embargo europeo al petrolio russo, che Bruxelles potrebbe presto annunciare nell’ambito del sesto pacchetto di sanzioni a Mosca. “Anche la Svizzera è parte di un mercato globale e gli effetti di una sanzione di questo tipo si farebbero sentire anche da noi”, conferma Noembrini. “Anche su questo fronte, puntare maggiormente sulle energie rinnovabili rende il nostro approvvigionamento energetico più sicuro”.
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