
Non è all'ordine del giorno di questa sessione del Gran Consiglio, ma la politica è comunque confrontata alla questione energetica. La maggior parte delle soluzioni è di competenza federale, ma anche la politica cantonale ha un piccolo margine di manovra. Abbiamo quindi voluto fare un giro di voci fra alcuni rappresentanti delle sei principali forze politiche in Gran Consiglio.
“Aiutare economicamente le famiglie più deboli”
“Per la situazione puntuale c’è poco da fare. Da tempo si sarebbe dovuto puntare sul solare, ma purtroppo non è stato fatto”, ha affermato Ivo Durisch, capogruppo Ps, ai microfoni di Ticinonews. “Si può comunque, come ho chiesto in un’interpellanza, istituire una task force cantonale -come indicato anche dalla Confederazione- che informi la popolazione e monitori la situazione durante tutto l’inverno. Si possono anche aiutare le famiglie più deboli, le quali avranno forti aumenti delle spese per le abitazioni, con dei sussidi”.
“Ridistribuire gli utili milionari delle aziende elettriche”
“Oggi, con la penuria energetica che abbiamo, stiamo esportando energia e con questo guadagniamo molti soldi”, ha spiegato Samantha Bourgoin, co-coordinatrice dei Verdi. “Si stanno registrando margini milionari perché si vende energia alla tariffa di produzione del gas. Tutti questi margini multimilionari possono essere restituiti alle economie domestiche e alla società.”
“Le aziende elettriche potrebbero sciogliere le riserve per contenere l’aumento dei costi”
Sulla scia di quanto affermato da Bourgoin c’è il capogruppo del Centro Maurizio Agustoni. “Penso che soprattutto a livello di aziende elettriche, uno dei gesti che potrebbe essere fatto è quello di sciogliere parzialmente le loro riserve, in modo che il prezzo dell’elettricità sia più contenuto, soprattutto per le famiglie e le Pmi. Hanno milioni di riserve accumulate negli anni proprio per far fronte a questi periodi eccezionali. Questa crisi è, speriamo, provvisoria, e per questo parte delle riserve potrebbe essere sciolta per consentire di dare degli sconti sulle fatture dell’energia. A lungo termine, invece, bisogna pensare a una riconversione energetica molto importante in modo che si diminuisca la nostra dipendenza dall’estero. In questo caso Confederazione e Cantone dovrebbero farsi promotori di questa transizione energetica".
“Va semplificata la burocrazia”
Per la capogruppo Plr Alessandra Gianella vanno sfruttate maggiormente le caratteristiche del nostro territorio e diminuita la burocrazia. “Il Ticino è un cantone di sole e quindi penso in particolare all’energia solare e idroelettrica. Tutti gli investimenti in questo senso sono da accelerare. Inoltre, ci sono questioni burocratiche che spesso si mettono di traverso e rallentano gli investimenti, bisognerebbe intervenire anche in questo senso".
“Vanno ridotte le tasse”
Per rispondere al caro energia in tempi brevi, secondo il capogruppo Udc Sergio Morisoli, c’è una cosa che il cantone può fare: “Per ridurre il costo, non solo dell’energia, ma di tutti i beni di consumo, vanno abbassate le tasse. Questa soluzione potrebbe essere una soluzione immediata che farebbe tirare una boccata d’ossigeno a molti”.
“La politica dei no si è rivelata sbagliata”
“La politica dei no, quella del mettere le tasse, sono politiche che si sono rivelate sbagliate”, ha spiegato Boris Bignasca, capogruppo della Lega. “Ora possiamo cercare di alleviare il peso di questa situazione economica togliendo burocrazia e tasse”.

