
Nella polemica dei vini italiani con i quali si è brindato quest'oggi alla caduta dell'ultimo diaframma alla galleria di base del Ceneri, sollevata dal capogruppo PPD Fiorenzo Dadò, si inserisce ora anche Ticinowine, l'Associazione per la promozione dei prodotti vitivinicoli ticinesi.
Dadò, ricordiamo, aveva simpaticamente ironizzato sul fatto che la mancanza di vino svizzero fosse forse dovuto alla sparizione di vigneti ticinesi proprio a causa della realizzazione della grande opera. Ipotesi che viene però rigettata da Ticinowine.
"Con riferimento alle preoccupazioni espresse dall'onorevole Dadò" si legge nella nota, "Ticinowine rassicura sul fatto che la superficie vitata ha resistito alle monumentali opere realizzate da Alptransit e che i vini ticinesi in cantina sono eccellenti".
Tuttavia non è la prima volta, fa notare ancora l'associazione, che i prodotti ticinesi vengono "snobbati" in occasione di eventi ufficiali. "Spesso chi opta per il vino estero lo accompagna pure con scaglie di parmigiano, salumi d'importazione e - ciliegina sulla torta - con un pandoro al posto di un panettone nostrano o una torta di pane".
Da qui l'appello di Ticinowine alla Direzione di AlpTransit di voler tener presente "questa caduta di stile quando, nel 2020, inaugurerà la galleria".
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