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Ticino
"Caro comitato, raccontala giusta!"
"Caro comitato, raccontala giusta!"
"Caro comitato, raccontala giusta!"
Redazione
10 anni fa
Il consigliere nazionale Marco Chiesa replica alle prese di posizione di Igor Righini e del comitato pro-controprogetto

Dopo le prese di posizione del comitato di sostegno al controprogetto all'iniziativa "Prima i nostri" e del presidente del Partito socialista ticinese Igor Righini, è toccato al consigliere nazionale UDC Marco Chiesa prendere posizione sul tema.

"Ricordo ancora l’accesa campagna di voto del 9 febbraio 2014, quando i rappresentanti di PLR, PPD e PS si sono impegnati allo stremo per combattere l’iniziativa contro l’immigrazione di massa lanciata dall’UDC - scrive Chiesa - Il Canton Ticino ha poi approvato il testo con il 68% dei consensi".

Per il consigliere nazionale democentrista non si tratta di un caso: "Il Ticino ha sempre votato contro gli accordi bilaterali e in particolare contro la libera circolazione, a partire dalla prima chiamata alle urne nel maggio di 16 anni fa, quando solo 2 Cantoni avevano bocciato gli accordi".

"Il Ticino ha capito prima di altri quanto la libera circolazione delle persone avrebbe portato a delle derive sul nostro mercato del lavoro - sostiene Chiesa - È assolutamente naturale proporre un articolo costituzionale cantonale ticinese che evidenzi le problematiche che sentiamo sulla nostra pelle e indichi le soluzioni che vogliamo implementare. Una su tutte la preferenza indigena".

Una soluzione, "ancora una volta fortemente combattuta da PLR, PPD, PS e sindacati".

"Se per questi ultimi la situazione è chiara, sappiamo che a loro non interessa favorire il personale indigeno in quanto la tessera di un lavoratore estero pesa alla stessa maniera che la tessera di un lavoratore ticinese, i due partiti di centro giurano e spergiurano di voler applicare il 9 febbraio 2014. Peccato che la resa dei conti è arrivata troppo presto per loro e il gioco delle tre carte sia stato svelato non più tardi di due settimane fa a Berna nella commissione delle Istituzioni politiche".

Chiesa punta il dito contro il compromesso elaborato lo scorso 2 settembre dalla Commissione: "Grazie ad una larga intesa, confermata con viva soddisfazione dal capogruppo PLR Ignazio Cassis alla stampa, il progetto di applicazione votato non prevede né contingenti, né tetti massimi, né la sperata clausola della preferenza indigena. Mi chiedo a questo punto quale sia la credibilità di coloro che combattono l’iniziativa “Prima i nostri in Ticino” ripetendo come un mantra che le soluzioni saranno trovate a Berna".

Il consigliere nazionale attacca anche il comitato di sostegno al controprogetto, che aveva definito l'iniziativa "una bugia" (vedi articolo suggerito): "Raccontatela giusta. Voi non avete nessuna intenzione di difendere le lavoratrici e i lavoratori ticinesi e mai l’avete avuta. Col controprogetto avete alzato una cortina fumogena".

L'accusa è chiara e diretta: il comitato mira ad "inserire solo degli auspici nella Costituzione, per poterli agilmente disattenderli".

"D'altronde siete bravissimi a sabotare anche degli articoli costituzionali - ha poi tuonato - Vi ricordo che siete al servizio del popolo ticinese e svizzero, non di Bruxelles!"

Per Marco Chiesa "sostenere il controprogetto è come voler scrivere la Costituzione sulla sabbia", mentre il comitato stesso è paragonato "alle volpi che curano il pollaio".

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