
Qualcosa nei tesissimi rapporti tra fra Ente ospedaliero cantonale (EOC) e Cardiocentro potrebbe finalmente cambiare. Stando a quanto anticipato oggi dal Caffè, lo scorso luglio il presidente dell'EOC Paolo Sanvido ha inviato una lettera ai vertici della struttura sanitaria luganese per sollecitare un incontro. Come ricorderete, in primavera il Consiglio di Stato aveva proposto alla struttura luganese un periodo di transizione di 5 anni che prevede il mantenimento dell’attuale struttura, di vertici e personale ma con il direttore che avrebbe dovuto rispondere direttamente alla direzione generale dell’Ente. La richiesta era stata respinta al mittente e, nelle scorse settimane, i vertici della fondazione avevano annunciato la decisione di chiamare i ticinesi al voto (vedi articolo suggerito).
L'EOC ha pertanto inviato una missiva al Cardiocentro per ribadire garanzie sulle condizioni di lavoro future del personale e la propria disponibilità a dialogare nuovamente per affrontare il punto più spinoso della questione: la "creazione di una nuova governance che possa effettivamente garantire la piena autonomia medica e gestionale del futuro istituto". L’Ente conferma inoltre la propria disponibilità a "definire il grado di autonomia della gestione del futuro Cardio". Insomma, spiega il domenicale, autonomia in tutto e per tutto, ma non finanziaria.
Tutti i dettagli nell'edizione odierna del Caffè
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