
Cosa hanno chiesto i presidenti di partito a Babbo Natale? Forse molti di loro, pur non ammettendolo, avevano chiesto la fine della saga del preventivo 2013. Un desiderio che sembrava impossibile, ma che sono riusciti a concedersi da soli, ieri, senza attendere il vecchio barbuto. E quindi, dimenticate le beghe politiche, vediamo la loro lista dei desideri per Natale. Una lista forse un po’ troppo all’insegna del buonismo, ma che riserva pure alcune sorprese. “Babbo Natale non lo conosco” esordisce il fresco presidente del PLR, Rocco Cattaneo che, quando scriveva la sua letterina preferiva inviarla a Gesù bambino. “Sono ormai tanti anni che non gli scrivo più, ma cerco comunque spesso di parlare con lui.” Regali? Rocco Cattaneo non ne sogna, “non mi manca niente”, il dono più bello l’ha già ricevuto: “La mia famiglia”. E per il partito? “Solamente un po’ più di fiducia nei propri mezzi. Ci sono però molte persone all’interno del partito, per quello che sto vedendo da ormai tre mesi di presidenza, che sarebbero meritevoli di regali!” Il presidente del PPD Giovanni Jelmini, invece, non ha interrotto la piacevole abitudine della letterina, anche lui a Gesù bambino. “Sì”, ammette, “ho scritto la letterina come da tradizione. Per me vorrei un pigiama a righe come da tradizione e per il partito mi piacerebbero tanto 4 municipali a Mendrisio e 2 a Lugano.” Anche lui, però, il regalo più bello l’ha già ricevuto. “Sicuramente la mia famiglia e questo meraviglioso Paese”. Saverio Lurati, presidente del PS, ha scritto a Babbo Natale, ma non per sé stesso. “L’ho scritta per i miei nipotini affinché possano crescere in salute e con un futuro davanti. Personalmente l’unico regalo che mi aspetto, considerato che da pochi giorni sono al beneficio della pensione, è che la motivazione che mi ha sostenuto come sindacalista possa continuare a sostenermi anche come politico. Per il partito, il miglior regalo che potrebbe ricevere è la capacità di far discutere le persone sui veri problemi, con cognizione di causa e non sui pettegolezzi da bettola. E il regalo più bello mai ricevuto da Lurati sono “l’esempio coerente di mio padre e mia madre e l’amore di mia moglie, dei miei figli e dei miei nipoti.” Il presidente a vita della Lega dei Ticinesi, Giuliano Bignasca, a Babbo Natale chiede più che altro di non dimenticare le persone in difficoltà. "Vorrei un fondo da un miliardo contro la crisi. Proprio stamattina ho visto il caso di una famiglia buttata fuori di casa perché non pagava l’affitto. Non si possono fare certe cose, a Lugano avremmo rimediato. E comunque ho chiamato il comune interessato per chiedere di trovare una soluzione." Ma per sé stesso, Bignasca cosa chiede? "Io quello che dovevo fare nella mia vita l'ho già fatto, cosa devo chiedere?” Per il partito, invece, occorrerebbe un po’ di calma… “Sì, perché le elezioni di Lugano non saranno una passeggiata…” Un momento di commozione giunge quando il Nano pensa al regalo più bello che abbia mai ricevuto. “Me l’ha fatto mia mamma, ed era una macchinina teleguidata. È il regalo che ricordo con maggiore affetto.” Gabriele Pinoja, presidente dell’UDC, fa parte di coloro che, per motivi di tempo, non si prendono più la briga di disturbare Babbo Natale con le loro richieste. “La letterina non l'ho scritta” afferma, “ricordo però bene quanto ero felice nello scriverla da bambino. Oggi avrei un lungo elenco di richieste , ma lascio a Babbo Natale il tempo di dedicarsi più ancora ai bambini, che in futuro dovranno ereditari i problemi di chi li ha preceduti.” Un desiderio, comunque, Pinoja ce l’avrebbe. “Gradirei una bella bacchetta magica, per far sì che la nostra cara Patria rimanga neutrale e indipendente anche in futuro. Al partito ticinese farei regalare tante bottiglie di spumante per brindare alla decisione di voler finalm
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

