
Il caro-affitti è un tema che sta a cuore ai cittadini luganesi. E si capisce bene il perché osservando lo studio sul mercato immobiliare relativo al periodo 2019-2025, pubblicato dalla Città di Lugano. In quel periodo, le pigioni sono aumentate di circa il 13.5% (anche se nel solo 2025 si è vista una diminuzione del 2% rispetto all’anno prima). «Chiaramente l'aumento degli affitti non fa piacere a nessuno», conferma il sindaco Michele Foletti, dicendosi tuttavia non estremamente preoccupati. «Questo perché dall'analisi che abbiamo fatto emerge che la disponibilità di appartamenti a pigione accessibile sul territorio di Lugano è maggiore rispetto al potenziale di persone che potrebbero cercare un appartamento a queste condizioni».
Ma per quanto riguarda il futuro, il sindaco prosegue dicendoci che sarà necessario trovare delle soluzioni per incentivare la realizzazione di nuove abitazioni anche a pigione moderata. «Quindi dovremmo farlo a livello di pianificazione, di regolamenti e di piano regolatore».
Barisone: «Molte persone a Lugano vivono in una casa di proprietà»
La crescita degli affitti è coerente con il tasso ipotecario di riferimento dell'Ufficio Federale delle Abitazioni, il che indica un mercato in media non speculativo, spiega il dottor Lorenzo Barisone, che ha condotto lo studio. Bisogna invece tenere sotto controllo il mercato della vendita. «Rispetto ad altre città svizzere, a Lugano abbiamo un'importante quota di popolazione che in realtà vive in una casa di proprietà». Allo stesso tempo, prosegue Barisone, le tendenze demografiche vedono una popolazione italiana in crescita, «che porta anche le proprie preferenze abitative nel posto di residenza, quindi in questo caso a Lugano. Dobbiamo anche considerare che il mercato della vendita sarà sempre più importante per il settore immobiliare di Lugano, anche appunto in relazione a questo sviluppo demografico».
Prezzo di vendita in aumento
Il prezzo di vendita è aumentato del 6.5% dal 2019 al 2025. In conferenza stampa è tuttavia stata illustrata anche un’analisi dell’occupazione abitativa con un focus specifico sugli affitti brevi che – ha affermato Foletti – «non rubano alloggi ai residenti».
«C'è effettivamente stato un boom degli Airbnb dopo la pandemia. Adesso questo tipo di offerta sta diminuendo». Il sindaco ha però spiegato che dall’analisi effettuata questo tipo di abitazioni vanno ad occupare quelle che, dal punto di vista statistico, erano perennemente vuote. «Quindi quelle abitazioni che negli ultimi tre anni non sono mai state affittate o occupate. Questo può pertanto essere positivo dal punto di vista immobiliare, ovvero tenere viva una casa».

