
Settimana scorsa la polizia di Locarno ha controllato diversi chioschi dove venivano venduti mezzi pirotecnici. In un primo controllo non sono state riscontrate infrazioni. Una seconda ispezione, due giorni dopo la prima, ha invece permesso alla polizia di scoprire di un ingente quantitativo di merce proibita. In particolare la polizia ha scovato 20 chili di botti illegali ben nascosti in un chiosco di Città Vecchia. E sempre lo stesso giorno, su segnalazione di alcuni genitori ai cui figli minorenni è stato venduto del materiale proibito, la polizia ha interrogato un secondo edicolante che ha ammesso di aver venduto circa un chilo di mezzi pirotecnici proibiti.Sabato scorso, durante il carnevale di Solduno, sono stati sequestrati, a minorenni, diversi mezzi pirotecnici per un totale di 1,5 chili. Complessivamente la polizia ha dunque sequestrato 22,5 chili di botti altamente pericolosi. I gerenti dei chioschi sono stati denunciati per infrazione alla legge federale sugli esplosivi e infrazione alla legge di applicazione cantonale sull'uso di fuochi d'artificio. E la polizia della città di Locarno annuncia che "continuerà anche nei prossimi giorni i controlli in quest'ambito". Insomma: rischia di non essere finita qui. Il commento del vicecomandante Silvano Stern"Anche negli anni passati - ci dice il vicecomandante Stern - altri corpi di polizia hanno effettuato questi controlli. Quest’anno abbiamo deciso di fare quest’operazione anche su segnalazione di genitori e docenti che hanno ritrovato sui ragazzi del materiale pericoloso". Tra il primo e il secondo controllo, chiediamo, si è scoperto ingente materiale, poi sequestrato. Come mai? "I primi controlli sono stati più che altro preventivi nei confronti dei commercianti. In quell'occasione - afferma Stern -, abbiamo effettuato anche dei controlli sommari nei locali. La seconda volta invece siamo andati a colpo sicuro, avendo ricevuto nel frattempo maggiori informazioni. Alcune segnalazioni infatti sono arrivate anche da genitori che ci hanno indicato espressamente i luoghi esatti dove i figli hanno acquistato i fuochi pirotecnici illegali".
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