
C’è grande amarezza fra i gestori degli impianti sciistici ticinesi che in questa settimana di ferie carnascialesche riponeva le speranze per un ultimo slancio di una stagione non facile. Negli ultimi giorni sta infatti andando in scena una sorta di “moria” di piste da sci costrette, una dopo l’altra, a chiudere per assenza di neve.
Nara sotto dell'80%
“Abbiamo fatto tutto il possibile per tenere aperto, ma ci siamo dovuti arrendere”, commenta ai microfoni di Ticinonews Matteo Milani, presidente della Amici del Nara Sa, che già mercoledì aveva annunciato la chiusura: “Continuare a tenere aperto con queste condizioni non sarebbe onesto. Siamo sotto dell’80% di passaggi rispetto ad anni normali”, precisa Milani.
Troppo caldo, apertura ridotta a Cioss Prato
Stesso discorso vale anche a Cioss Prato in Valle Bedretto dove è stata annunciata un’apertura ridotta. “È troppo caldo - commenta il direttore degli impianti Marco Leonardi - se continuerà così, in futuro per le stazioni piccole l’innevamento artificiale potrebbe essere l’unica soluzione”.
Carì: "Una stagione da dimentircare"
Annunciate chiusure anche a Carì dove rimarrà aperta soltanto la parte alta degli impianti. Per il direttore Luca Müller si tratta di “una stagione da dimenticare. Se non avessimo avuto la neve programmata l’impianto sarebbe stato chiuso da tempo. Stiamo registrando un terzo dei clienti rispetto alle stagione 2019-2020”.
Insomma, una sfilza di chiusure da cui scampano soltanto Campo Blenio, Airolo e San Bernardino, su cui saranno decisive in ogni caso le condizione meteorologiche dei prossimi giorni.
"La neve sarà l'eccezione non la norma"
A Bosco Gurin la decisione di chiudere la parte alta degli impianti sciistici è stata presa venerdì. Secondo Giovanni Frapolli, responsabili degli impianti, "la situazione che stiamo vivendo non è più l'eccezione ma probabilmente nei prossimi anni diventerà la norma. Bisogna cambiare completamente la mentalità. L'innevamento programmato non è però la panacea che risolve tutti i problemi".

