
Per ora c’è ancora l’embargo stampa per Carla Del Ponte perché ha bisogno di un’autorizzazione speciale da Berna per poter parlare ai media della bufera che si è scagliata contro di lei nei giorni scorsi. Il Tribunale penale internazionale dell’Aja ha infatti fatto scattare un’indagine indipendente nei suoi confronti con l’accusa di aver estorto testimonianze attraverso minacce e pressioni psicologiche quando dava la caccia ai criminali di guerra nell’ex Jugoslavia durante il suo mandato al Tribunale dal 1999 al 2007. L’ex procuratore capo, ora ambasciatrice in Argentina, si è comunque lasciata sfuggire qualche commento al caffè durante il suo soggiorno in Ticino: “È assurdo. Non mi devo rimproverare proprio nulla! Io ho la coscienza a posto”. Per ora non può dire di più, ma la lady di ferro non si da per vinta: “Lunedì sarò a Interlaken per un meeting degli ambasciatori” ha dichiarato “incontrerò anche il nostro ministro degli Esteri. Chiederò direttamente alla consigliera federale Micheline Calmy-Rey l’autorizzazione a parlare con la stampa”. Le rivelazioni e sospetti nei confronti di Carla del Ponte, lo ricordiamo, sono emersi durante un processo all’Aja ad un imputato serbo. L’ex procuratrice capo è indagata insieme ad altri suoi collaboratori e pubblici ministeri Hildegart Urtz-Retzlaff e Daniel Saxon.
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