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Ticino
Caritas: "Le fasi successive saranno ancora più difficili"
Caritas: "Le fasi successive saranno ancora più difficili"
Caritas: "Le fasi successive saranno ancora più difficili"
Redazione
6 anni fa
Oxfam ha lanciato l'allarme per l'incremento della povertà a causa dell'emergenza Covid-19. E in Ticino cosa succede?

È di ieri l’allarme lanciato da Oxfam, organizzazione mondiale che si occupa di ridurre la povertà globale: “Mezzo miliardo di persone rischia di precipitare, a breve termine, sotto la soglia della povertà estrema”. L’ONG denuncia come a causa dell'emergenza coronavirus tra il 6 e l'8% della popolazione mondiale rischia la povertà. Per alcune regioni, scrive l'organizzazione in una nota, si tornerebbe ai livelli di 30 anni fa.

Molti fanno appello a CaritasPer quanto riguarda invece la situazione in Ticino, i colleghi di Radio3i hanno interpellato il direttore di Caritas Ticino, Marco Fantoni. “Alla Caritas Ticino ci arrivano richieste e per il momento non sono moltissime ma ci aspettiamo un incremento nella fase due” spiega Fantoni. Dunque, “al momento che potranno riaprire le aziende in modo graduale, ci saranno sicuramente delle ripercussioni e queste si ritorceranno su tutti i lavoratori e lavoratrici, che sono occupate nel commercio al dettaglio o nel settore del turismo”.

"Ci aspettiamo un incremento nelle fasi successive"Arrivano da diversi ambiti le persone che si appellano a Caritas in questo periodo difficile. “Le richieste che ci arrivano sono da persone che hanno un’attività indipendente o di persone che devono pagare fatture che però non hanno entrate regolari e quindi attingono ai loro risparmi...e non sono infiniti”. Ma, Fantoni sembra molto sicuro: la fase più difficile deve ancora arrivare. “Ora siamo in una fase di emergenza, certo, ma l’attenzione deve andare anche nelle fasi successive, ci aspettiamo un netto aumento di richieste di aiuto”.

Il supporto di CaritasIl supporto di Caritas consiste in un aiuto sussidiario: “Noi offriamo un aiuto sussidiario, ci si confronta con la persona verificando le situazioni, senza burocratizzare troppo, ma per capire se non ci sono già degli aiuti statali”.

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