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Il ricordo
«Carisma, vicinanza e personalità» il mondo dello sport ricorda Gaggini
© Samuel Golay
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Redazione
2 ore fa
Le parole di Bertaggia, Carpani e Eberle in memoria dello storico giocatore, dirigente e presidente dell'Hockey Club Lugano, tra qualità umane e profondo legame con la società bianconera

Si è spento a 70 anni Fabio Gaggini, storico giocatore, dirigente e presidente dell'Hockey Club Lugano. Abbiamo raccolto le voci e le parole di chi ne ricorda le qualità umane, il profondo legame con la società bianconera. 

Carisma e vicinanza

«Fabio insieme a Geo e anche Fausto Senni, penso siano i tre personaggi che hanno iniziato e portato avanti questo cammino del Lugano», racconta Sandro Bertaggia, ex difensore dell'HCL. «Fabio mi ha aiutato sempre in ogni circostanza. Se c'era qualcosa da dire lo diceva, se andava bene, andava bene. E sono proprio questi personaggi, che hanno il carisma come Geo e come lui, che sono rari».

Momenti facili e difficili

«È stato un uomo di grande trasparenza», lo ricorda Enrico Carpani, già direttore del dipartimento sport RSI. «Perché nei momenti belli è facile essere alla testa di un club, ma Fabio Gaggini con il Lugano ha vissuto anche alcuni momenti non facilissimi. Uno in particolare quando si festeggiò la serata in diretta su RSI degli 80 anni dell'Hockey Club Lugano. Io gli dissi: "Fabio, non possiamo continuare a ignorare l'elefante che c'è nella stanza". E mi riferivo evidentemente al disco gate. E poi mi disse: "Ok, ne parliamo perché mi fido". Si trattava di liberarsene finalmente in modo pubblico e senza pudori». Fabio Gaggini fu anche colui che portò Carpani nella società un paio d'anni fa per migliorare la comunicazione. «Fu lui a cercarmi e io accettai dicendo subito che accettavo perché era stato lui a propormelo. Quindi io gli dissi: "Fabio, vengo perché tu mi chiedi qualcosa che secondo me ha un senso, ma sappi che non vengo per simpatia, men che meno per affetto". E lì mi rimase una frase che Fabio mi disse: "Non preoccuparti, l'essere tifoso è un problema mio"».

Una grande personalità

«Sempre corretto, sempre gentile, sempre disponibile», lo descrive Jörg Eberle, ex capitano dell'HCL. «È una grande persona e una grande personalità che sicuramente mancherà al Lugano e a tutto il mondo dell'hockey. Sicuramente era molto umano come persona io non l'ho mai visto agire d'impulso. Era molto corretto».

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