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Carichi pendenti, a Berna non basta
Carichi pendenti, a Berna non basta
Carichi pendenti, a Berna non basta
Redazione
11 anni fa
"La rinuncia al certificato è un passo positivo, ma l'illegalità resta" scrive la portavoce in merito alla lettera del Governo

È giunta una prima reazione da Berna alla lettera inviata settimana scorsa dal Consiglio di Stato ticinese alla Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali per comunicare la rinuncia alla richiesta del certificato dei carichi pendenti per il rilascio o il rinnovo dei permessi per dimoranti e frontalieri, mantendendo unicamente l'obbligo di presentare l'estratto del casellario giudiziale.

Una rinuncia, quella del Governo, che voleva essere un gesto distensivo volto a rilanciare le trattative tra Svizzera e Italia.

Ma, secondo quanto si può leggere su La Regione di oggi, come già il governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni anche Berna giudica la misura insufficiente.

"Abbiamo preso conoscenza dei contenuti della lettera" ha dichiarato la portavoce della segreteria diretta da Jacques De Wattewille, Anne Césard. "La sospensione della misura sul certificato dei carichi pendenti rappresenta uno sviluppo che giudichiamo positivamente. Ci preme nonostante ricordare che il Consiglio federale si attende dal Governo ticinese il ripristino del quadro legale."

Secondo Berna, quindi, con la richiesta dell'estratto del casellario giudiziale il Canton Ticino resta nell'illegalità, contravvenendo agli accordi bilaterali. Sarà più o meno questo il tenore della lettera ufficiale che prossimamente De Wattewille invierà in direzione di Bellinzona.

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