
La frana caduta sulla statale 34 del Lago Maggiore, chiusa ormai da tre settimane, ha sollecitato un po' tutti, tra autorità, addetti ai lavori di sgombero e coloro che su quella strada ci passavano tutti i giorni, in primis i frontalieri diretti in Ticino.
E c'è anche chi, a causa della frana, si trova ad affrontare una situazione di emergenza lavorativa. Sono i dipendenti della Navigazione Lago Maggiore che, in una lettera aperta pubblicata sul sito Verbania Notizie, spiegano la situazione che si è venuta a creare: "Ai dipendenti N.L.M. di Verbania è stato chiesto di anticipare o posticipare turni, riposi e ferie arrivando anche a svolgere turni di 13/14 ore (remunerate 8 come da contratto) spostando anche del personale dalla sede di Arona per poter garantire alla maggior parte dei frontalieri il servizio". Un servizio, oltrettutto, specificano i dipendenti, che "non riuscirà a ripagarsi con il maggior introito dei recapiti di viaggio".
Tutti sforzi che non tutti sembrano apprezzare: "Probabilmente a qualcuno tutto ciò è sfuggito" sottolineano i dipendenti nella missiva, "e ci siamo trovati a gestire lamentele non sempre portate con educazione arrivando anche agli insulti al personale navigante ma soprattutto a quello degli scali che di fatto sono i primi ad accogliere i passeggeri".
"A queste pochissime persone", si continua a leggere, "possiamo solo dare l’attenuante dello “sfogo” che però non può tradursi nelle scene vergognose messe in atto in questi giorni scatenandosi anche sui blog locali".
E concludono: "Cari frontalieri, ci rendiamo conto che la situazione è molto difficile e la rabbia tanta ma noi, lavoratori come voi, ci stiamo prodigando per lenire il vostro problema e continueremo a farlo, mettendo in campo la nostra professionalità e lo spirito di collaborazione che spesso manca nel Nostro Paese, pretendendo solo il rispetto che voi tutti i giorni pretendete da chi vi sta intorno".
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